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Dante Gabriel Rossetti ed Elizabeth Siddal | Storie d’amore nell’arte ❤️

Il post di oggi è dedicato a una delle storie d’amore più appassionanti e tormentate della storia dell’arte: quella fra gli artisti Dante Gabriele Rossetti e Elizabeth Siddal. 

L’amore tra Dante Gabriel Rossetti e Elizabeth Siddal inizia nel 1850 quando lui è già un artista affermato in Inghilterra e a Londra in particolare dove è nato e cresciuto da una famiglia italiana. 

La loro è una storia tormentata perché Rossetti è un artista tormentato. Vive nell’ideale di un’Italia fantastica da cui i genitori sono dovuti in realtà scappare a causa delle persecuzioni politiche e ripropone questa magia in ogni sua opera e azione, anche attraverso la scrittura e la poesia in italiano. 

Dante Gabriel Rossetti e I Preraffaelliti

Nel 1848 quando è ancora uno studente alla Royal Academy of Arts di Londra ispirato dalle storie raccontate da suo padre sulla confraternita segreta degli Illuminati, Rossetti decide di riunire quattro amici e fonda la sua confraternita segreta: si chiamano Preraffaelliti. Il loro intento è quello di tornare alla rappresentazione della realtà e della natura così come viene osservata, secondo i dettami dell’arte precedente a Raffaello. 

In poco tempo la voce dell’esistenza del gruppo segreto si sparge in Inghilterra e i nomi e i lavori dei 7 artisti che ne sono diventati membri compaiono sulle riviste e i giornali. In questi anni nel 1850 Rossetti incontra la sua Lizzie. La ragazza diventa la sua musa, il suo amore e la sua ossessione e successivamente anche sua moglie. 

Ophelia di Millais

Quando i due si conoscono Elizabeth Siddal lavora come modista nella realizzazione di abiti sartoriali. La sua bellezza fisica è però così particolare da colpire diversi artisti, non solo Rossetti ma anche Sir John Everett Millais. Diventa quindi la modella di diverse opere della confraternita. E la più famosa è di certo Ophelia di Millais. 

La donna protagonista dell’opera che Elizabeth interpreta è l’Ophelia di Shakespeare, morta annegata dopo la scoperta dell’uccisione del padre da parte del suo stesso amante, Amleto. Per poter completare il quadro la ragazza ha dovuto posare per 4 mesi immersa in una vasca da bagno con dell’acqua riscaldata attraverso delle lampade. 

E la storia addirittura racconta che un giorno le luci non funzionavano e la ragazza a mollo nell’acqua si prese un’influenza per la quale il padre fece causa a Millais, al fine di poter pagare le cure del dottore e ricevere un risarcimento personale. 

Nell’opera ogni dettaglio ha uno specifico significato, in particolare la natura rappresentata. I papaveri sono simbolo di morte, le viole rappresentano la fedeltà, e il salice, l’ortica e la margherita sono associati all’amore, l’innocenza e il dolore. 

Ophelia di Millais

Rossetti e Siddal amore nell’arte | Elisabeth, musa dei Preraffaelliti

Nel posare per gli artisti Preraffaelliti però Siddal non hai mai rinunciato ai suoi vestiti. Venendo infatti da una famiglia umile ed essendo la prostituzione una delle piaghe dell’Inghilterra della metà dell’Ottocento la ragazza come modella non vuole compromettere la sua figura. 

E questa non è l’unica ragione, probabilmente. Elizabeth Siddal infatti oltre ad essere una musa era anche un’artista. E molte delle sue opere sono legate al suo amante, Dante Gabriel Rossetti. Il fidanzamento ufficiale fra i due avviene nel 1851, ma non si sposeranno se non quasi 10 anni dopo nel 1860. Rossetti infatti pur essendo innamorato si vergognava delle origini di Lizzie e non voleva presentarla in famiglia. Le due sorelle di lui, che la conoscevano, non la apprezzavano e Rossetti aveva paura che anche i genitori, in particolare il padre insegnante al King’s College di Londra non la accettasse.

Rossetti e Siddal amore nell’arte | Elisabeth, musa e artista

Se c’era una persona invece che era favorevole alla loro unione e che più volte si è scoperto avesse spinto Rossetti a non riempire di false speranze la ragazza questo è un altro protagonista dell’arte inglese dell’Ottocento Sir John Ruskin. 

Elizabeth Siddal infatti era considerata una protetta dell’artista e critico che addirittura è uno dei pochi ad aver pagato per poter acquistare delle sue opere. Si racconta infatti che Ruskin le desse uno stipendio di 150£ ogni tre mesi per darle la possibilità di lavorare come artista e non solo come modella. 

Anche Rossetti ne apprezza i disegni e le poesie ma non le da spazio. Era ossessionato dalla sua bellezza come donna ma la tradiva e ingannava, prima di tutto spostando con stupide scuse la data del matrimonio in continuazione. 

Il carattere di Elizabeth al tempo stesso non doveva essere semplice. La donna infatti sembra nelle opere dei Preraffaelliti angelica, ma in realtà si racconta avesse una forte personalità. L’unico punto debole era la dipendenza da una sostanza molto comune in quegli anni e inventata nel ‘700 da un medico inglese: il laudiano. Un misto di alcol e oppio che unito forse a una forma di depressione rendeva Elizabeth spesso infelice. 

Rossetti e Siddal amore nell’arte | Il matrimonio e la morte di Elisabeth

Il matrimonio purtroppo non durerà molto. Nel 1861 infatti Elizabeth soffre a causa di un aborto naturale e la sua infelicità aumenta. Meno di un anno dopo Rossetti tornato a casa la trova morta sul suo letto. Viene registrata come morte naturale causata da una dose sbagliata di laudiano ma presto si diffonde la voce che si tratti di suicidio. In quegli anni il suicidio era illegale in Inghilterra quindi Rossetti decide di seppellirla in pochi giorni per non incoraggiare i sospetti e di lasciare fra i suoi lunghi capelli rossi un gruppo di sue poesie d’amore. 

Rossetti rimane scioccato dalla morte di Elizabeth e per anni continua a immaginarla e dipingerla, anche se nel frattempo si innamora di altre donne e chiede ad alcune di queste di posare per lui, come Jane Morris moglie dell’artista William Morris. Una delle opere più famose degli anni successivi alla morte di Lizzie con Jane protagonista e’ Proserpina di cui vi ho raccontato nel mio video vlog su Cosa vedere alla Tate Britain.

Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti

Ma una vera storia d’amore dell’arte non può non concludersi con un’opera. Per sei anni dalla morte di Elizabeth Siddal nel 1862 Rossetti lavora su uno dei suoi piu grandi capolavori: Beata Beatrix finito intorno al 1870. 

Sono gli anni in cui Rossetti è ossessionato non solo dalla morte di Elizabeth ma anche dalle sue origini italiane e in particolare dal suo stesso nome: Dante. La Beatrice di cui si parla nel titolo e’ infatti la Beatrice di Dante Alighieri e l’opera sembra essere ambientata proprio a Firenze. lo si capisce dallo sfondo quasi dorato dell’opera dove e’ rappresentato il Ponte Vecchio. Sulla destra una figura maschile sembra vagare ed è stata associata proprio a Dante Alighieri, mentre a sinistra vestito di rosso c’è Amore. E poi una meridiana per indicare l’ora esatta della morte di Beatrice. I simboli sono gli stessi di un’altra opera di dieci anni prima Dantis Amor ma l’atmosfera è completamente diversa. 

Infine in primo piano c’è lei Elizabeth nei panni di Beatrice rapita e quasi completamente assente ma bella come nelle prime opere della confraternita dei Preraffaelliti. 

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