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Going Going Gone! 💸 Gioco a fare la collezionista

Qualche settimana fa sono stata invitata per una cena particolare da una delle mie più care amiche dai tempi dell’università a Milano. Il protagonista della serata era un gioco. Non un gioco qualsiasi ma “Going, going, gone!” gioco da tavolo basato sulle aste d’arte e con un unico scopo: costruire la propria collezione!

Quando l’ho provato questo gioco mi è piaciuto così tanto che non solo ho deciso di comprarlo, ma di dedicargli anche un video. Costanza, questa mia amica, ed io abbiamo davvero tante passioni in comune. Anche lei italiana, vive qui a Londra e lavora nel mondo dell’arte. Potete quindi immaginare l’entusiasmo alle stelle di quella sera!

Dopo una cenetta divertente e familiare, il gioco è iniziato. Devo essere sincera all’inizio il mio entusiasmo era misto a un pizzico di scetticismo e ovviamente di inesperienza. Mi chiedevo come fosse possibile costruire un gioco di intrattenimento su un meccanismo di scelta della propria collezione che è così dettato dal gusto e così personale. Beh, a quanto pare si può!

Si inizia a giocare

Per iniziare bisogna scegliere un personaggio che ti rappresenti. Già qui l’ironia tagliente dei creatori del gioco è incredibile. Si può scegliere tra la Art Advisor new yorkese un po’ Crudelia Demon, il collezionista contemporaneo che deve i suoi guadagni ad una nuova app appena sviluppata. L’attore e l’attrice di Hollywood. Oppure la scienziata che ha scoperto la cura per una terribile malattia mortale o infine lo stilista che ha inventato un nuovo materiale per i suoi abiti. Tutti hanno in comune la passione per l’arte e diversi milioni da investire. Bisogna solo scegliere chi essere. 

Il meccanismo è un misto fra Monopoli e gioco dell’oca. Si tirano i dadi, si percorre il numero di caselle dettato dal caso e si scopre cosa succederà. Come vi dicevo lo scopo del gioco è quello di costruire una propria collezione. Ma come fare? Bisogna comprare le opere in asta o in fiera, scambiarle con gli altri collezionisti, prestarle ai musei o ereditarle. Esattamente come nella realtà. 

Si inizia dalla casella denominata Biennale di Venezia, centro dell’arte moderna e contemporanea da decenni. Ma soprattutto si parte con un miliardo e mezzo di dollari e 4 opere d’arte casuali. Finalmente si avvera per molti di noi il sogno di avere quel Leonardo di cui avevamo parlato nel video sulle 5 opere d’arte più care al mondo! 

Going Going Gone! Comincia l’asta

Come questo sulla Biennale, tutti gli altri cenni al mercato dell’arte sono reali. 

Il primo spazio su cui su si può arrivare è l’Asta. A Berlino, Roma, Londra, Sidney o Parigi tutti i collezionisti partecipano. Si scopre la carta e il battitore dichiara il valore di riserva e quindi la base d’asta segnalata sulla carta. Nessun ordine, vince chi paga di più fin quando il battitore non dichiara “Going, going, gone!”, esattamente come da Sotheby’s o Christie’s.

Ma come fare a scegliere se prendere o meno una carta? Proprio come nella realtà il giocatore ragiona sulla collezione che ha già, infatti più carte dello stesso movimento si hanno più il loro valore come singola carta incrementa. Poi verifica il valore di mercato e valuta sulla base del gusto e dei soldi che vuole spendere. Per farsi un’idea sulle opere fin dall’inizio le istruzioni del gioco sono in realtà pensate come un catalogo d’asta. 

Le opere dal valore più alto sono le più antiche quelle del Rinascimento: Leonardo, Michelangelo, Botticelli e Sofonisba Anguissola. Queste insieme sono la combo che qualsiasi collezionista al tavolo vorrà ma si può vincere anche senza di loro, ve lo assicuro. Se siete appassionati come me infatti di movimenti più recenti ovviamente ce ne è un po’ per tutti i gusti: Modernismo, Surrealismo, Pop, Installazioni e perfino Graffiti con opere di Banksy e Haring.  Bisognerà però comprarne di più e in gruppo per far alzare il valore della collezione e renderla coerente. Consiglio che darei a qualsiasi collezionista, anche fuori dal gioco. 

Fiere, vendite private e fortuna

Oltre l’asta si può acquistare o scambiare opere anche in fiera: Londra, Miami e Basilea sono le mete in questo caso. Il giocatore che arriva su questa casella può scambiare una delle proprie carte, dichiarando il valore per il quale vuole venderla e iniziando la contrattazione con chi è interessato. 

La vendita privata, invece, è la migliore. Mi ripeto forse, ma come nella realtà. Il collezionista è libero di scegliere. Pesca una carta dal mazzo senza farla vedere a nessuno e può decidere se comprarla o meno al prezzo di riserva. 

Però non sempre si finisce su caselle regolari, la fortuna o gli incidenti infatti possono capitare a qualsiasi collezionista. Quando si arriva sulla casella dellla Fortuna si possono ereditare due Picasso da una vecchia zia oppure vedere una propria opere rubata da un caveau in Svizzera. Si guadagneranno o perderanno soldi che possono davvero fare la differenza. 

Ci sono poi molti alti e bassi dovuti alla casella dell’Avvocato, o a quella del Detox che obbligano a perdere turni, soldi o peggio ancora opere d’arte. Come avviene nella vita reale bisogna sempre tenere in conto degli imprevisti personali che possono fermare la costruzione di una collezione. 

Però una delle occasioni che a me ha colpito di più è quella del Museo. In tutto questo infatti si possono prestare opere ai musei, cosa si guadagna? Denaro. Si dà in prestito in cambio di qualche milione di dollari. Se poi si è in grado di ricomprarlo bene, altrimenti diventa una donazione. 

Ognuna di queste caselle, per chi come noi è appassionato d’arte e conosce per esperienza di lavoro il mercato è come un piccolo mondo. Ed è questo che ha reso così divertente ma anche coinvolgente questo gioco. Ogni minimo dettaglio è stato costruito e studiato da chi respira quell’aria. 

Going Going Gone! Come si vince

Infatti quando finiscono le opere, o i soldi di uno dei collezionisti il gioco finisce e chi avrà investito meglio i propri averi sarà il vincitore.

Si tratta di un gioco, che ovviamente ha bisogno di regole per essere giocato in compagnia, e quindi ritrae la vita reale ma la incasella. Però se ne avete l’occasione ve lo consiglio davvero. Trascorrerete un paio di serate divertenti, che superano per certi versi anche nel racconto del mercato la lettura di un libro. Solo vivendo in prima persona certi meccanismi si capiscono i ragionamenti che ci portano ad aspettare quel fatidico “Going, going, gone” ogni volta che un Monet, un Banksy o un Picasso sono protagonisti della cronaca d’arte nelle aste in primavera o autunno. 

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