BMAG

Questa volta sarò di parte: eh si, perchè al Birmingham Museum & Art Gallery ho trascorso tre lunghi mesi estivi, scoprendo questo spazio labirintico e complesso in ogni sua parte.

 

Una volta entrati vi consiglio di richiedere immediatamente una mappa ad uno dei ragazzi che troverete all’ingresso, il personale è sempre gentile e paziente, ma ricordatevi che questa è la città con l’accento inglese più difficile quindi non entrate in crisi se il dialogo non sarà da subito semplice.

 

Per iniziare, vi racconto un po’ della sua storia.

 

Inaugurato il 28 novembre 1885 alla presenza del Principe del Galles, il Birmingham museum è oggi ospitato all’interno della Council House (Municipio della cittá) e offre la piú ricca collezione di opere Preraffaellite d’Inghilterra e capolavori d’arte, ceramica e gioielleria.

L’edificio, disegnato dall’architetto Yeoville Thomason (1826-1901), è costituito da due distinti blocchi di differenti epoche. L’ingresso principale dá accesso all’originale in stile vittoriano; la successiva estensione risale, invece, al periodo compreso fra il 1912 e il 1919 e ospita gran parte delle collezioni.

 

Strano ma vero inizieremo il percorso dal secondo piano poiché l’ingresso principale si trova lì.

 

Appena entrati prima tappa è la Round Room: pensata per esporre dipinti di stile Vittoriano, contemporanei al periodo di costruzione e inaugurazione. Le opere sono raggruppate al suo interno per temi: storia, letteratura, mitologia, paesaggi e scene di vita quotidiana. La scultura bronzea al centro della sala, di forte impatto visivo, Lucifer (1945) è uno dei piú tardi lavori di Jacob Epstein, scultore inglese attivo nei primi anni del Novecento e noto per essere stato pioniere della moderna scultura.

 

Consiglio utile per gli appassionati di arti decorative è quello di girare subito alla propria destra ed entrare, superando il Bookshop, nella Industrial gallery. L’esposizione di vetrate colorate provenienti da alcune chiese inglesi, di monili e di ceramiche permette di comprendere al meglio lo sviluppo di quest’arte e il suo forte impatto sulla societá.

 

Alla fine di questo lungo corridoio trovere per i più piccoli il Mini Museum: accoglie opere di grandi artisti inglesi come Joshua Reynolds e Henry Stacey Marks con protagonisti bambini e animali. La sala è stata pensata appositamente per i bimbi, al fine di familiarizzare con le collezioni del museo attraverso giochi e attivitá.

 

Tornando indietro e seguendo il percorso principale gli “imperdibili” sono due: la sala Preraffaellita e quella dedicata alla Staffordshire Hoard.

 

La collezione Preraffaellita di questo museo è la più ricca al mondo. La Confraternita dei Preraffaelliti è stata una corrente artistica di giovani idealisti, formatasi a Londra nel 1848. I sette membri del gruppo, guidati da Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e William Holman Hunt, si distinsero per essersi ribellati al conservatorismo dell’arte vittoriana. Preferirono, invece, far riferimento per le loro opere alla semplicitá ed intensitá dei dipinti italiani medievali, precedenti Raffaello, da cui deriva il nome “Pre – Raffaelliti”.

 

Proseguendo incontrerete una sala dedicata alla Stafforshire Hoard: “ Il Tesoro di Staffordshire” è la piú ricca riserva d’oro e argento degli Anglo Sassoni scoperta fino ad oggi. La riserva è piú di un tesoro, essa è una finestra sulla vita dell’Inghilterra del VII secolo d.C. e sulle abitudini e usi della elite di guerrieri.

 

Tornando sui vostri passi e completando il percorso circolare incontrerete le collezioni di arte moderna e contemporanea, e in particolare l’arte moderna inglese, influenzata durante i due conflitti mondiali dai nuovi stili europei: Surrealismo e Cubismo.

Dall’arte dell’Ottocento inglese, che vede l’Italia come punto di riferimento storico e culturale per via dell’uso dei giovani aristocratici di visitare l’Europa in occasione del Grand Tour, all’arte spagnola e italiana del Seicento (Il secolo d’oro), fino ai grandi artisti italiani del Rinascimento, come Botticelli. La collezione è ricca di capolavori, che vengono talvolta prestati ad importanti istituzioni internazionali.

 

Sempre su questo piano lungo il vostro percorso troverete la Faith Gallery: Birmingham è una cittá plurietnica e multiculturale. Circa il 75% della popolazione professa una fede, e questo la rende la cittá con il piú alto tasso di credenti. Tutte le principali religioni sono qui praticate e la galleria si presenta come un punto di riferimento per la comprensione di ogni fede e l’accettazione della diversitá.

 

Il terzo piano è interamente dedicato alla narrazione della storia e dello sviluppo della cittá. Dal borgo medievale fino ai nostri giorni, è possibile scoprire l’evoluzione di questo luogo e la crescita della popolazione attraverso strumenti interattivi e attivitá adatte a grandi e piccini.

 

Ma torniamo indietro. Siamo entrati dal secondo piano, quindi ne manca uno: il primo con la Gas Hall e la Water Hall. Spazio oggi dedicato alle mostre temporanee, la Gas Hall viene progettata da H. V. Ashley e W. Newman e completata nel 1911 come estensione della Council House.

Nel 1940, durante il bombardamento della cittá l’ingresso subisce gravi danni che porteranno nel 1993 a un imponente restauro per la trasformazione dell’entrata. Fino agli anni Cinquanta del Novecento l’edificio ospita il Dipartimento del Gas per la raccolta delle tasse e successivamente diviene sede di uffici del Comune. Nel 1989 viene infine restaurata e diviene parte integrante del museo.

 

La Water Hall è parte dell’edificio principale del museo. Dal 1885 viene dedicata a uffici del Dipartimento del Gas e nel 1912 trasformata in Water Hall per la raccolta delle imposte comunali sull’acqua. Fino al 1972 gli uffici rimarranno al piano terra, mentre al piano superiore si sviluppano le sale del museo. Nel 2001 anche il piano terra viene dedicato alle esposizioni temporanee di arte moderna e contemporanea e inaugurato grazie al supporto del Birmingham City Council e del Fondo Europeo per lo sviluppo regionale (European Regional Development Fund). L’interno in stile vittoriano è caratterizzato da sei colonne corinzie scanalate e da travi in ferro.

Tre cose da non perdere:

  • La collezione di arti decorative della Industrial Gallery

 

  • La collezione Preraffaellita: unica al mondo, un peccato che gli spazi non permettano di esporla in massima parte. Per mio gusto ed interesse sacrificherei altri oggetti pur di valorizzarla a dovere.

 

  • La sala della Staffordshire Hoard: ad oggi non è noto chi abbia nascosto il tesoro, ma è certo che il sotterramento sia avvenuto intorno al 650-670 d.C. su una collina prospiciente Watling Street, un’antica strada romana. Vi sono diverse ipotesi sul perché sia stato sotterrato: potrebbe essere il bottino di una battaglia, il riscatto per il rapimento di un re, o anche un’offerta agli dei. A voi le ipotesi!

Tre cose che avrei voluto perdere:

  • Il museo è un labirinto, non finirò mai di dirlo: “Less is more” e se fosse anche più chiaro sarebbe tutto molto più facile.   

 

  • Il sito internet: ricco, ricchissimo di informazioni, ma rispecchia esattamente il museo. Anche questo è un labirinto intricato in cui bisogna comprendere esattamente cosa avverrà e quando con grande fatica. 

 

  • Le sale no sense: all’interno del percorso vi sono come delle sale in cui sono esposte le ceramiche di una nota collezione inglese seguite opere d’arte contemporanea realizzate da giovani artisti di Birmingham, seguite da sale sul tema dell’uomo e della città allestite negli anni Ottanta. Le vedrete, le dovrete vedere per arrivare ai capolavori, e mi saprete dire.

Birmingham Museum&Art Gallery

Chamberlain Square, B3 3DH Birmingham, UK

Lun - Dom 10 - 17
Venerdì 10.30 - 17

Ingresso gratuito

BMAG.Enquiries@birminghammuseums.org.uk
+440121 348 8000

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