Nedbalka Gallery

Nedbalka Gallery

Nedbalka Gallery: non una galleria, ma la galleria del ‘900 slovacco a Bratislava.

Se devo essere sincera questo posto vale il viaggio. Sarà che è tutta dedicata al mio secolo della storia dell’arte preferito; sarà che appena arrivata mi hanno messo in mano un tablet per godermi la storia delle opere; sarà che l’architettura ricorda il Guggenheim di New York in miniatura…non so.

 

Un luogo magico, voluto da un filantropo amante dell’arte Pasko e dalla moglie e che introduce il grande pubblico all’arte slovacca del XX secolo. Un argomento non semplice per un Paese che solo negli ultimi venti anni ha conquistato la sua autonomia, ma che vive da tempo una propria storia culturale, artistica e letteraria.

 

Sui quattro piani della Nedbalka vengono presentati quattro corrispondenti temi. Un’abitudine slovacca a quanto pare quella di presentare le proprie collezioni introducendo delle tematiche, se pensate che a poche centinaia di metri lo fa anche un altro importante museo della città: la Slovak National Gallery, con tutto un altro stile, purtroppo.

 

I quattro temi attraversano la storia. Si prende l’ascensore, tablet in mano, e si parte dal quarto e ultimo piano. Turn of the 20th century: l’arte slovacca è al giro di boa e i suoi pittori e scultori riescono a interpretare in maniera totalmente personale gli sviluppi delle diverse arti confrontandosi con l’Europa a loro contemporanea.

 

Si scende, per incontrare al terzo piano la Modern Art: l’arte del periodo fra le due guerre, vittima di continui cambi di rotta, divisa fra tradizione e novità entrambe sempre presenti in molti dei lavori esposti.

 

Un focus interessante ci aspetta al secondo piano della rotonda, completamente dedicato al Mikulas Galanda Group, movimento fondato nel 1957 e che ha contribuito a far conoscere l’arte slovacca di quegli anni attraverso manifesti ma anche programmi creativi molto individuali.

 

Il primo piano è il più affascinante. Si segue un ordine cronologico, quindi come potete intuire siamo alla fine. Il titolo della sezione è Personalities and Phenomena: la collezione di arte contemporanea a partire dalla seconda metà del 20esimo secolo. Vengono presentati i lavori dei più noti artisti del novecento, ma è indubbio che a farla da padrone qui è Milan Dobes.

3 cose da non perdere

  • L’architettura è davvero inaspettata per una città come Bratislava. Il palazzo nasconde un interno sorprendente. Un progetto nato su modello del Guggenheim di NY. Diversi sono stati nel tempo gli interventi di ristrutturazione ed estensione degli spazi. L’ultima sistemazione ha integrato un’opera di Asot Haas creata attraverso la trasformazione del tetto che chiude la rotonda.

 

  • Per gli amanti dell’arte povera da non perdere assolutamente un’opera che a mi ha colpito molto. Target di Barcik Andrej del 1964.

 

  • In chiusura non può mancare un caffè al primo piano in questo spazio moderno e accogliente, circondato da libri (purtroppo solo in lingua slovacca!) tutti da sfogliare e legati naturalmente agli artisti in collezione.

3 cose che avrei voluto perdere

  • La mostra temporanea: quando sono andata l’ultima volta nell’aprile 2017 era in corso una mostra di Albin Brunovsky, artista slovacco le cui opere molto decorative, animate da personaggi fiabeschi e mostri ricordano alla lontana il nostro Arcimboldo immerso però in un mondo di fatine dei boschi…

 

  • L’Apertura solo pomeridiana: grande svantaggio. Io stessa ho avuto difficoltà ad organizzare una visita ad hoc della galleria.

 

  • Poche opere di Dobes: l’artista slovacco più noto internazionalmente è rappresentato da un solo pezzo, molto affascinante…ma uno! A loro discolpa c’è da dire che in città esisterebbe un museo dedicato interamente all’artista che io ho provato milioni di volte a visitare ma ho trovato spesso chiuso!

Il capolavoro da non perdere

Milan Dobes, Abstract composition, 1963, 2 elementi, tecnica mista su tela montata su legno, Nedbalka Gallery, Bratislava
Milan Dobes, Abstract composition, 1963, 2 elementi, tecnica mista su tela montata su legno, Nedbalka Gallery, Bratislava

Il capolavoro della Nedbalka Gallery che mi piace condividere è dell’artista slovacco Milan Dobes. Sin dagli anni Cinquanta ha concentrato il proprio lavoro all’interno di una sfera che potremmo definire “astratto geometrico”.

Dipinti per lo più ridotti all’uso del bianco e nero e sempre caratterizzati da composizioni bilanciate di forme che si intersecano nello spazio, in un equilibrio di certo disturbante al nostro occhio, ma piacevole al tempo stesso. L’illusione e la dinamica sono le matrici del suo lavoro.

In quest’opera, dal titolo Abstract composition, Dobes divide in due la tela e crea un dittico dialogante. Il principio di un nuovo ordine e una composizione astratta ma dalle precise regole formali vengono applicati alla ricerca di una nuova tecnica di civilizzazione o forse solo come pura astrazione.

Il mondo è in equilibrio, partendo dalla geometria dell’atomo per finire con la geometria dell’universo.

Milan Dobes

 

Abstract composition, 1963, 2 elementi, tecnica mista su tela montata su legno, Nedbalka Gallery, Bratislava

Nedbalka Gallery

Nedbalova 17, 811 01 Bratislava, Slovakia

Mar - Dom 13 - 19 Chiuso il Lunedì

Intero 4 €
Ridotto 1€
Esposizioni temporanee 1 €

email: nedbalka@nedbalka.sk
tel: +421 2 54 41 02 87

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