Palazzo della Secessione

Non potrete farne a meno. Devo essere onesta: la prima volta ci sono passata per puro caso. Eravamo di corsa sulla strada più breve verso il Museum Quarter, ma ci siamo dovuti fermare.

Non è stato difficile riconoscerlo: il Palazzo della Secessione Viennese è la Secessione Viennese, ne racchiude e racconta la storia in ogni suo dettaglio.

 

Disegnato dall’architetto austriaco Joseph Maria Olbrich in pieno stile Jugendstil e completato nel 1898, il palazzo era stato ideato come spazio espositivo per mostre temporanee personali e collettive degli artisti del movimento. Artisti come Gustav Klimt, Koloman Moser e Otto Wagner.

 

Di certo ciò che a primo impatto vi colpirà anche da lontano è la cupola dorata: un gioco di foglie di alloro realizzate in bronzo dorato sormonta la struttura e fa da copertura all’intero palazzo. Ma non perdete i dettagli decorativi esterni: sono stupendi e fondamentali per comprendere come il linguaggio simbolico racconti la storia del movimento e dei suoi componenti.

Al lato, tre gufi simbolo di saggezza sono rappresentati in alto rilievo. Il saggio gufo della Secessione quest’anno ha indubbiamente accompagnato i nostri viaggi: lo abbiamo ritrovato a Praga e Budapest e se non ricordo male anche a Monaco.

 

L’entrata principale è decorata con tre volti di gorgone, un paio di salamandre e abbondante fogliame dorato. Il tutto rende magico e scintillante il palazzo nel contesto urbanizzato del centro città. Sull’ingresso principale campeggia la scritta: “A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”, motto del gruppo. In realtà è stata riposizionata poichè rimossa dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non perdete di vista, inoltre, le tartarughe alla base delle grandi vasche rotonde ornamentali, ma anche e soprattutto il grande portone in bronzo opera del fratello minore di Gustav Klimt: Georg.

 

Per poter accedere all’interno si paga un biglietto intero di circa 10€.

Oggi il Palazzo svolge ancora la funzione di spazio espositivo ed è stato riconosciuto come la prima forma di “white cube” indipendente interamente dedicato all’arte contemporanea. Al piano terra si susseguono mostre temporanee di artisti internazionali mentre al primo piano si trova la Sala delle stampe, il “Kabinet print”.

 

Il cuore della costruzione rimane legato alla sua natura e funzione principale. Al piano interrato, infatti, è ancora conservato in forma permanente il Fregio di Klimt (link). Visibile nella sua interezza, questo affascinante capolavoro venne realizzato dall’artista in occasione della quattordicesima esposizione del movimento nel 1902. Il fregio, pensato per essere esposto solo temporaneamente è stato invece conservato e reso fruibile al pubblico nella sua disposizione attuale solo nel 1986.  

 

Si racconta che per l’inaugurazione della storica quattordicesima esposizione del 1902 Gustav Mahler abbia diretto personalmente il quarto movimento della la Nona Sinfonia di Beethoven e che Auguste Rodin, presente alla serata, abbia definito il Fregio di Klimt un’opera “tragica e divina”.

A voi l’opportunità di chiudere gli occhi, immaginarvi lì e rivivere per un attimo l’atmosfera della Vienna di inizio Novecento.

Tre cose da non perdere:

  • La costruzione di per sé è un capolavoro. Potete decidere di non entrare se non ne avete il tempo o l’opportunità, ma vale la pena farci un salto anche solo per dare un’occhiata da fuori.
  • I leaflets sono semplici e completi. Una vera e propria guida in poche righe: accaparrateveli se li trovate all’ingresso. Sarà una lettura interessante!
  • Ovviamente: il Fregio di Beethoven, opera di Gustav Klimt.

Tre cose che avrei voluto perdere:

  • Il biglietto di ingresso: io sono della filosofia inglese del tutto gratis e a Vienna si sa non ragionano proprio in questa direzione quindi di certo un biglietto di 10€ è secondo me eccessivo.
  • Il contesto urbano della città: il Palazzo emerge dal contesto ed è riconoscibile, ma da visitatore mi dà la sensazione di essere costretto tra le numerose strutture che lo circondano, in particolare alcune di epoca moderna.
  • Segnaletica: vi prego facciamo un appello per mettere in città meno pali e cartelli inutili. Risulta impossibile fotografare i dettagli di questo splendido esterno tra fili del tram, pali della luce e segnaletica stradale.

Palazzo della Secessione

Friedrichstrasse 12, 1010 Wien

Mar - Dom 10 - 18 Chiuso il Lunedì

Intero 9,50 €
Ridotto 6 €

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