ArtantheCities
ART TRAVEL
& MORE
Follow me

Search

TATE Britain, Londra

Museums

Il post di oggi è dedicato a Londra e in particolare ad uno dei miei luoghi preferiti della città: la TATE Britain. Ho deciso di portarvi con me in giro per i musei e le gallerie d’arte di Londra e secondo me questa è la più legata alla cultura inglese. 

Guarda il video su Youtube

Raggiungere la TATE Britain a piedi, in bus o con la metro non è per nulla difficile. Si trova in una zona centrale della città, non lontana da Victoria nè da Westminster sulla riva del Tamigi. Anche per questo è un luogo di Londra in cui io torno spesso.

La collezione permanente è dedicata all’arte inglese dal 1500 ad oggi, ma non è sempre stato così. Quando è nata alla fine dell’800 la collezione comprendeva opere di artisti non solo inglesi. Questo per volere del suo fondatore Sir Henry Tate, un imprenditore e  filantropo, famoso per essere stato il primo a distribuire lo zucchero in cubetti. 

Tate Britain

E fino agli anni ‘30 la Tate era conosciuta come la National Gallery of British Art. Poi è diventata TATE e con la creazione della TATE Modern nel 2000 parte della collezione contemporanea è stata spostata ed è ufficialmente nata la TATE Britain così come la conosciamo. 

La collezione permanente è ricca di capolavori. I preraffaelliti, Turner, le sculture di Barbara Hepworth e le opere di David Hockney.

L’ingresso è gratuito come in molti musei della città e gironzolare fra le sale permette di perdersi nelle opere. Forse non si direbbe dall’esterno ma all’interno la struttura è immensa, tanto da essere uno tra i musei più grandi di tutto il Paese.

Tate Britain gallery

Se avete a disposizione un paio di ore vi consiglio di girarla tutta e di fermarvi sulle opere che vi attirano di più. Scoprirete infatti che ci sono molte persone che vivono questi spazi abitualmente: artisti che riproducono i lavori, gruppi di visitatori e amanti dell’arte

Se invece siete di passaggio vi consiglio quattro opere che non potete perdere assolutamente. 

Tate Britain Art Lovers

4 opere da non perdere

Proserpine di Dante Gabriel Rossetti

La prima è Proserpina di Dante Gabriel Rossetti. Uno degli artisti della Confraternita dei Preraffaelliti fondata a metà dell’800 da 7 giovani artisti inglesi con l’intento di tornare alla rappresentazione della realtà e della natura così come viene osservata, secondo i dettami dell’arte precedente a Raffaello. 

 

La donna protagonista dell’opera è Proserpina, la dea greca dei campi che viene rapita da Plutone re dell’Ade e diventa regina degli Inferi.  In una lettera a William Turner Rossetti racconta che Giove sarebbe stato disposto a far tornare Proserpina dagli Inferi per assecondare il desiderio della madre Cerere solo se la ragazza non avesse assaggiato nessuno dei frutti dell’inferno. Purtroppo si scoprirà che aveva mangiato un solo chicco di melograno. 

 

E Rossetti la rappresenta proprio con il melograno in mano e uno sguardo perso nel vuoto. La modella dell’opera è la moglie di un altro artista della confraternita William Morris. E questa è la settima versione di diverse realizzate ma l’unica ad essere sopravvissuta senza essere danneggiata. 

Sulla sinistra c’è un messaggio in Italiano, un cartiglio, con la data e la firma. ‘DANTE GABRIELE ROSSETTI RITRASSE NEL CAPODANNO DEL 1874′ 

Proserpine 1874 by Dante Gabriel Rossetti 1828-1882

Dante Gabriel Rossetti, Proserpine, 1874, Photo © Tate

 A Disaster at Sea di William Turner

La seconda opera d’arte imperdibile si trova alla Clore gallery che ospita la Turner collection. Si tratta infatti di A Disaster at Sea di William Turner. 

La Tate Britain accoglie la più importante collezione delle opere dell’artista inglese, grazie alla donazione che egli stesso ha fatto alla sua morte al governo con la richiesta che le opere venissero esposte al pubblico. E così è in quest’ala del museo.

Turner è considerato il padre dell’arte moderna per via dell’astrazione della natura nelle sue opere. In questo caso ad esempio la barca nella tempesta in mezzo al mare è riconoscibile e anche le figure di donna ma la rappresentazione non è ricca di particolari. Molte delle opere di Turner hanno questa caratteristica: raccontano la realtà attraverso l’astrazione. E inoltre diverse opere sono state effettivamente immaginate da Turner a seguito di un viaggio su una nave nel mezzo di una tempesta.

La figura di Turner per la cultura e l’arte inglese è così importante che a lui è stato dedicato il più conteso premio per l’arte contemporanea per gli artisti inglesi sotto i 50 anni, sponsorizzato dalla Tate Britain: il Turner Prize.  Lo hanno vinto negli anni artisti come Gilbert&George, Tony Cragg, Anish Kapoor, Antony Gormley e Damien Hirst

A Disaster at Sea ?c.1835 by Joseph Mallord William Turner 1775-1851

Joseph Mallord William Turner, A Disaster at Sea, 1835, Photo © Tate

Reclining Figure di Henry Moore

La terza opera che vi consiglio è Reclining Figure di Henry Moore. La Tate Britain, infatti accoglie diverse opere di scultura del Novecento, non solo i bronzi ma per alcune anche i modelli come in questo caso. 

Il lavoro è stato commissionato nel 1951 dall’Art Council inglese per una manifestazione nazionale e con la richiesta di realizzare una scultura che rappresentasse una famiglia. Moore però non ha accolto la richiesta e ha deciso piuttosto di realizzare questa figura scheletrica distesa e bucata

Le figure che Moore realizza in questi anni sono tutte snelle, “bucate” e delimitate dalla posizione dei propri arti. Egli stesso dichiara che ritiene possibile rappresentare qualcosa di non – umano, come un paesaggio, attraverso la figura umana e riesce per far coincidere la realtà con una dimensione fantastica. Dopo il 1959 le sue forme diventano più voluminose e si dividono in due o tre blocchi.  

Moore è considerato il Maestro della scultura inglese del Novecento ed è stato il punto di riferimento della scultura internazionale, fino all’arrivo di Alberto Giacometti. 

Reclining Figure 1951 Henry Moore OM, CH 1898-1986 © The Henry Moore Foundation

Reclining Figure 1951 Henry Moore OM, CH 1898-1986 © The Henry Moore Foundation

Tre studi per figure ai piedi del Crocifisso di Francis Bacon

A due passi dalle sculture di Moore in una sala vicina si trova la quarta e ultima opera imperdibile: Tre studi per figure ai piedi del Crocifisso di Francis Bacon.

Il titolo si riferisce apparentemente alle figure che nelle storie sacre si trovavano ai piedi del Cristo in croce. Bacon, però, in questo trittico, che può essere considerato il primo lavoro nel suo stile maturo, le trasforma e le presenta come una riflessione sulla condizione moderna dell’esistenza. 

 

Un fondo arancio, tre corpi imperfetti e caratterizzati da colli allungati e forme mostruose. Il lavoro viene esposto per la prima volta un anno dopo la realizzazione, nel 1945.  Lo stesso anno in cui verranno rilasciate le prime immagini dei campi di concentramento nazisti. Per alcuni studiosi questo lavoro vorrebbe denunciare l’assurdità dei tempi moderni, dell’Olocausto e della guerra nucleare attraverso una riflessione pessimistica sul mondo. 

Che questo possa essere il reale messaggio dell’opera non è possibile stabilirlo, ma conoscendo la vita personale dell’artista, nato nel 1909, non è difficile immaginare che conoscesse da vicino le difficoltà della guerra. Pur non avendo mai prestato servizio militare per via di una malattia asmatica che lo aveva condizionato dalla gioventù. 

Questa è la mia opera preferita di Bacon e dell’intera galleria, quindi vi consiglio di vederla e di fermarvi a osservare ognuna delle parti del trittico. 

Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion c.1944 by Francis Bacon 1909-1992

Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion c.1944 Francis Bacon 1909-1992 © Estate of Francis Bacon

Questi sono i miei suggerimenti per non perdere le mie opere preferite. Ma solitamente quando vado alla Tate mi fermo anche al caffè e al bookshop per dare un’occhiata alle nuove uscite e ai gadget per amanti dell’arte.

Spesso ci sono mostre temporanee interessanti, alcune delle quali gratuite come la mostra di Mike Nelson dal titolo “The Asset Strippers”, dedicata alla Gran Bretagna del dopoguerra. Nelson ha trasformato gli spazi della galleria centrale della Tate in una sorta di installazione deposito di oggetti riutilizzati: ci sono porte dagli ospedali, macchine per maglieria e lavori in legno da una ex caserma. Tutti oggetti che riportano alla tradizione inglese e alla sua infanzia. 

Poi ci sono anche mostre temporanee a pagamento, come quella dedicata a Van Gogh e al suo periodo di tre anni in Inghilterra. Una mostra da non perdere se siete a qui a Londra.

Se questo giro insieme per le sale della Tate Britain vi è piaciuto non dimenticatevi di dare un’occhiata anche agli altri post e video dedicati ai musei di Londra. Presto vi porterò con me anche in altri luoghi della città. E se volete scoprire un altro museo londinese in particolare, scrivetemelo nei commenti!

Tate Britain Temporary Exhibition

Informazioni utili

Orari di apertura:

Lun – Dom 10 –18

 

Costo biglietto: Ingresso gratuito

Alcune mostre sono a pagamento

Indirizzo: Millbank, London SW1P 4RG

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi sapere per primo cosa succede su Art&theCities? Ecco come fare!!

Scopri con me le città d’arte

Sei alla ricerca di ispirazione per i tuoi viaggi? Dai un’occhiata alle altre città sul blog!!
Art Trips