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TATE Modern, Londra

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Oggi nuovo post in giro per Londra. Vi porto con me alla Tate Modern, il museo dell’arte contemporanea e del ‘900.

Sono venuta oggi perché è stata appena inaugurata la mostra dedicata Olafur Eliasson e stavo morendo dalla voglia di visitarla. Ma in generale la Tate è uno di quei posti della città in cui ritorno volentieri perché c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere. 

Guarda il video su Youtube

Raggiungerla da qualsiasi parte di Londra non è difficile. Si trova nella zona di Bankside sulla riva del Tamigi e volendo fare una passeggiata si può arrivare tranquillamente dal London Eye o da London Bridge. E soprattutto appena arrivati la si riconosce subito. 

La struttura è quella di un edificio industriale inglese. Infatti era una centrale elettrica che è stata riqualificata per essere utilizzata come galleria. Il che ha permesso di poter esporre opere di grandi dimensioni e soprattutto di creare delle sale ben illuminate mantenendo uno stile industriale. 

TATE Modern Londra

L’ingresso è gratuito e il mio consiglio è quello di entrare sempre non dall’entrata principale sulla riva del fiume ma dalla rampa laterale perchè permette di essere immediatamente nella Turbine Hall. Qui ci sono spesso installazioni che invitano il visitatore a partecipare. E alcuni fra gli artisti più interessanti sono passati da qui come AiWeiwei con la sua opera Sunflowers Seeds nel 2010 e Eliasson nel 2003 con The Weather Project

Gli spazi sono immensi ma per riuscire ad orientarsi meglio vi consiglio di visitarla per piani. La Tate infatti si divide in due parti ma visto che gli edifici sono collegati fra loro in questo modo è più facile.

L’allestimento della collezione permanente viene cambiato ogni 6 mesi circa, e non è stato pensato cronologicamente ma per tematiche. Però il lato positivo è che tornando diverse volte troverete capolavori sempre diversi di Picasso, Dalì, Mondrian o Warhol

Turbine Hall Tate Modern Londra

Una delle cose che più mi piace prima di iniziare il percorso è che consapevoli del fatto che per chiunque non è semplice approcciarsi ad alcune opere di arte contemporanea vengono date delle indicazioni su come relazionarsi. Ad esempio, cercando di riflettere sul tema, sui materiali o sulla storia personale dell’artista, oltre che sul giudizio estetico “bello – brutto”. 

Considerando che si tratta di una delle collezioni d’arte più grandi al mondo vi suggerisco di girare per le sale, ma anche di scegliere da prima due/tre opere da non perdere. Ci sono anche delle intere sale dedicate ad un solo artista come quella su Joseph Beyus con delle opere in legno, bronzo e pietra sul tema della fine e della rinascita attraverso la natura. O quella con le opere immense di Rothko che erano destinate ad un ristorante di New York.

 

So che riuscire a visitare l’intera collezione alcune volte è faticoso quindi ho pensato di indicarvi le mie cinque opere preferite e secondo me imperdibili. 

Tate Modern Exhibitions

5 opere da non perdere

Le ninfee di Claude Monet

La prima sono Le ninfee di Monet che sono esposte insieme alle opere di Rothko per sottolineare come Monet nell’immersione nella natura e nella ricerca ossessiva della luce nel suo giardino di Giverny sia arrivato quasi all’astrazione della natura. Creando questa serie di capolavori. 

Claude Monet, Nymphéas, 1874, Courtesy National Gallery, London 2003. Photo ©Tate

Claude Monet, Nymphéas, 1874, Courtesy National Gallery, London 2003. Photo ©Tate

Busto di donna di Pablo Picasso

La seconda è il Busto di donna di Picasso del 1909.  Non si sa chi sia la donna nè se l‘opera sia stata dipinta mentre Picasso si trovava quell’anno in Francia o Spagna. Ma si tratta di una delle prime opere cubiste, con una forte influenza della scultura africana. La donna è girata verso sinistra e anche la nostra attenzione segue il suo sguardo. Ma soprattutto secondo me i colori di quest’opera sono stupendi, si passa dal blu al grigio, al marrone. 

Bust of a Woman 1909 by Pablo Picasso 1881-1973

Pablo Picasso, Bust of a Woman, 1909, © Succession Picasso/DACS 2019

Telefono aragosta di Savador Dalì

L’opera successiva che ho scelto è il Telefono aragosta di Dalì, un capolavoro della storia del surrealismo. Sulla base del principio che ogni oggetto ha un significato nascosto nel nostro inconscio, Dalì ha realizzato questo telefono la cui cornetta è un’aragosta. Il riferimento è al desiderio sessuale. L’aragosta è famosa per essere uno dei cibi più afrodisiaci al mondo e inoltre se la cornetta/aragosta potesse essere avvicinata all’orecchio si avvicinerebbe la bocca alla sua coda utilizzata per riprodursi. Ma la cosa più divertente dei lavori surrealisti di Dalì spesso è il titolo originario che in questo caso era il “Telefono afrodisiaco”.

Salvador Dalí, Lobster Telephone, 1936, ©Salvador Dali, Gala-Salvador Dali Foundation/DACS

Salvador Dalí, Lobster Telephone, 1936, ©Salvador Dali, Gala-Salvador Dali Foundation/DACS

Le lumache di Henri Matisse

La quarta opera è Le lumache di Henri Matisse, realizzata quando l’artista era ormai malato e gli era stato indicato di smettere di lavorare. Si tratta di un’opera gigante di quasi 3 metri. Il tema delle lumache in quegli anni è diffuso in alcune opere di Matisse che racconta di passare del tempo a osservarne la natura. Ma ciò che rende l’opera così incredibile sono i colori e i materiali; è stata realizzata componendo dei ritagli di carta lavorata e contrapponendo tra loro alcuni dei colori primari e secondari. Ad esempio il blu è vicino all’arancione, il rosso al verde e il giallo al viola, sulla base della complementarietà naturale dei colori.

The Snail 1953 by Henri Matisse 1869-1954

Henri Matisse, The Snail, 1953, © Succession Henri Matisse/DACS 2019

Babel di Cildo Meireles

L’ultima opera è una delle mie opere preferite della storia dell’arte. Per questo forse l’ho lasciata alla fine. Si tratta di Babel di Cildo Meireles.

La prima volta che l’ho vista vivevo ancora a Milano nel 2014 in occasione di una mostra all’Hangar Bicocca. La scultura-installazione è una torre circolare di radio. Tutte sono accese e impostate a volume bassissimo su diverse stazioni. Per questo si crea un una situazione in cui tra musica, suoni e voci non si riesce a identificare nessuna delle informazioni trasmesse.

Il riferimento è alla Torre di Babele della Bibbia che era stata considerata un peccato di presunzione da parte degli uomini nei confronti di Dio, che li aveva puniti facendoli parlare diverse lingue e costringendoli a non comprendersi tra di loro. Io ho sempre voluto vedere un messaggio positivo nell’opera all’accettazione della diversità di ognuno di noi che siamo come unici come le radio che compongono la Torre. 

Cildo Meireles, Babel, 2001, © Cildo Meireles

Cildo Meireles, Babel, 2001, © Cildo Meireles 

Per concludere il giro alla Tate vi suggerisco di fare un salto al decimo piano dove ci sono il caffè e la terrazza sul fiume con la vista panoramica della chiesa di Saint Paul e del Tamigi. 

E se siete alla ricerca di altri musei e gallerie d’arte da visitare durante il vostro giro a Londra per un weekend o qualche giorno in più, non dimenticatevi di dare un’occhiata anche agli altri post e video sul blog e su Art&theCities su Youtube.

Tate Modern terrace

Informazioni utili

Orari di apertura:

Dom – Gio 10 –18

Ven – Sab 10 – 22

 

Costo biglietto: Ingresso gratuito

Alcune mostre sono a pagamento

Indirizzo: Bankside, London SE1 9TG

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