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George Ditz, Lo sciamano, 1989, collage, 50x50 cm, collezione privata

George Ditz Lo sciamano. L’opera

George Ditz e il suo sciamano. Un’opera che racconta più di una storia. Una storia di millenni. La storia di un uomo e di ogni uomo. Della guerra, dell’ateismo e della cultura cristiana che si incontra e si scontra con tante altre divinità alla fine del ‘900 quando il mondo si apre al mondo e ne nasce davvero un incontro.

Quest’opera può essere considerata una variante del classico tema del Crocifisso.

Il  titolo appare come un gioco: l’estasi dello sciamano come rito necessario per creare una comunicazione con il divino. Come se, lo sciamano, fosse in grado di rivivere uno stato divenuto inaccessibile all’umanità. Egli si considera ed è considerato un privilegiato.

George Ditz Lo sciamano. La ricerca

Non per fede, religione, magia o superstizione, l’opera tende alla ricerca di un contatto primitivo. Ripercorrendo, quindi, i simboli dell’iconografia cristiana. Interpretando la lezione della testo sacro che fa da sfondo e riflettendo in chiave antropologica sul titolo è possibile ricostruire un percorso sul senso profondo della vita, del mondo e dell’eredità culturale occidentale.

Un collage, nato nel 1989 nella Germania in cui cade il muro di Berlino e in cui la geografia e la politica intraprendono una nuova strada. La DDR, di cui George Dick fa parte, affronta una nuova era e l’evento, avvenuto in seguito ad un drammatico esodo di massa verso la Germania federale, provoca il crollo di un sistema politico in apparenza molto solido.

La realtà cambia, il mondo ricomincia. Ma da dove ricominciare? Forse con quello che capita: un cartone quadrato dal quale ricavare un crocifisso. A me colpisce che lo faccia un giovane artista,  ateo e comunista, che ne fa uno sciamano.

Lo sciamano, 1989, collage, 50×50 cm, collezione privata.

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