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Lo contrapposto o chiasmo en arte

Il contrapposto o chiasmo nell’arte | Ieri e oggi. Siamo nel V secolo a.C. e gli scultori greci hanno trovato il modo di dare alle loro statue di un senso di vita senza precedenti. Contrapposto è il nome che più tardi verrà dato alla posa che faceva sembrare che una figura in piedi stesse per muoversi e prendere vita.

Il termine contrapposto in italiano è sinonimo di opposto. E significa in arte equilibrio o contrasto. Ad esempio contrasto tra il movimento e lo star fermi. Ma anche la contrapposizione tra una parte del corpo e l’altra. Infatti, il contrapposto è conosciuto soprattutto in Italia anche come chiasmo, dalla lettera greca Chi χ che rappresenta per eccellenza l’opposto e l’equilibrio. 

Il contrapposto in Grecia nel V secolo a.C

Lo sviluppo del contrapposto classico nel V secolo a.C. in Grecia ha rivoluzionato il modo in cui gli scultori potevano rappresentare la figura umana. Un esempio antico in cui i suoi effetti possono essere chiaramente visti è il Doryphoros, o “Portatore di lancia”, dello scultore greco Polykleitos (450-.415 a.C.).

Questa scultura è arrivata fino a noi attraverso le copie di marmo romane del bronzo originale che ormai purtroppo è andato perso. Lo scultore Policleto decide in questa scultura di non mostrare il giovane atleta come una figura simmetrica che fissa dritto come le statue egiziane o greche precedenti. Policleto sposta il peso del suo soggetto sulla gamba destra. In questo modo la spalla destra è leggermente più in basso rispetto alla sinistra, mentre la sua gamba sinistra, piegata al ginocchio, con il piede appena sollevato, crea una torsione.

Questo movimento attraversa il corpo, mentre ruota sull’asse verticale della colonna vertebrale e dà finalmente la sensazione di movimento all’intera figura. Così la scultura sembra che stia per spostarsi da un momento all’altro. 

Nessuna delle sculture originali di Policleto e solo alcuni frammenti dei suoi scritti sono sopravvissuti. Però il lato positivo è che il contrapposto come altre grandi invenzioni dell’antica Grecia hanno influenzato la pratica e la teoria di tutta la scultura nei secoli successivi.  

Il contrapposto o chiasmo nel Rinascimento italiano

Anche gli artisti romani hanno infatti utilizzato il contrapposto o chiasmo nell’arte nelle loro opere. Alcune erano copie romane di antiche sculture greche, altre statue originali. E grazie a questa abitudine il contrapposto è arrivato fino agli altri del Rinascimento in Italia nel XV secolo. 

Mentre le statue medievali tendevano a essere realizzate con pose molto rigide e frontali, alcune opere del Rinascimento cominciano a utilizzare il contrapposto. Un esempio è  San Marco di Donatello del 1411, conservato nella Chiesa di Orsanmichele a Firenze

Quest’opera è un vero capolavoro dell’innovazione. Donatello, infatti, combina la rappresentazione cristina tradizionale del santo e il contrapposto greco classico. e crea così la combinazione perfetta, simbolo del genio del Rinascimento. 

Ma Donatello non è l’unico artista rinascimentale ad inserire il contrapposto nelle sue opere. Un secolo dopo, nel 1505 anche Michelangelo lo utilizza. Uno dei più famosi esempi di contrapposto è infatti la Tomba di Giulio II realizzata da Michelangelo e conservata nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. In questo lavoro i corpi delle sculture di Rachele e Lia ai lati del Mosè sembrano muoversi proprio grazie al contrapposto. 

Il contrapposto o chiasmo nell’arte. Il contrapposto nell’Ottocento

Con il passare del tempo il contrapposto è diventato sempre più diffuso e da Michelangelo in poi moltissimi artisti lo hanno utilizzato. Ovviamente lo si ritrova per lo più in scultura ma anche alcune opere di pittura hanno al loro interno figure in pose che potremmo definire di contrapposto. Nonostante questo utilizzo nell’arte a 360 gradi, il contrapposto rimane una “tecnica” di rappresentazione del movimento prevalentemente in scultura. 

Nel diciannovesimo secolo, il contrapposto era quindi ormai una convenzione nella scultura di figure umane. Gli artisti lo utilizzavano e riutilizzavano in molte statue pubbliche e in diverse nazionali per rappresentare eroi e vincitori delle guerre oppure musicisti e poeti.

Nonostante sia nato e si sia diffuso dalla Grecia per sviluppare il senso di equilibrio e movimento delle sculture è proprio nell’Ottocento che si comincia a reinterpretare il significato del contrapposto. 

E questa reinterpretazione nasce dai lavori di un grande scultore che ha fatto la storia dell’arte francese Auguste Rodin. Rodin ha infatti utilizzato in diverse sue opere  il contrapposto per dare non solo movimento ma anche e soprattutto sensualità alle sue opere. Uno degli esempi più famosi è sicuramente L’età del bronzo del 1876. Un contrapposto diverso da quelle delle sculture greche. Infatti in questo caso il giovane nudo al posto di muovere le gambe, alza le braccia. Questo movimento può essere considerato un contrapposto ma Rodin, da genio, trova una via per rappresentare in scultura movimento e sensualità.

Anche nelle opere di altri grandi artisti dell’Ottocento, come nelle ballerine di Degas, questi rappresentano il movimento attraverso varianti del contrapposto. Ad esempio in diverse sue sculture le ballerine portano indietro le braccia e in avanti le gambe, dando comunque un senso di spostamento. 

Il contrapposto nel Novecento e nell’arte contemporanea

Anche con lo sviluppo delle nuove avanguardie e che con la rivoluzione dell’opera d’arte del Novecento il contrapposto rimane molto utilizzato dagli scultori. 

Alcuni artisti infatti utilizzano come Man Ray nel suo Torso del 1936 la scultura classica per rivisitare l’intero concetto di opera attraverso altri strumenti come la fotografia. Anche se sotto una nuova chiave comunque il contrapposto è presente. E lo stesso si può dire per opere come Venere Blu di Yves Klein del 1962. 

Un uso originale del contrapposto viene invece fatto nel Novecento da un artista che è diventato famoso per le sue performance video e le sue installazioni: Bruce Nauman. Nel 1968 Nauman realizza alcuni video in cui cammina in pose non convenzionali o esagerate. Tra queste pose c’è anche Camminata in contrapposto.

Un concetto dell’Antica Grecia applicabile quasi esclusivamente alle opere di scultura viene ripreso. E il suo scopo, cioè quello di dare movimento, viene esagerato fino a renderlo un vero movimento.

Dalla Grecia del V secolo ad oggi, il contrapposto o chiasmo nell’arte è e sarà sempre uno dei modi privilegiati per rappresentare la vita nelle opere di scultura. Ma giustamente gli artisti di ogni epoca lo hanno ripreso e utilizzato per realizzare capolavori diversi e sempre unici. 

Copertina: (a sinistra) Policleto, Doriforo, Museo Archeologico Nazionale, Napoli – (a destra) Yves Klein, Venere in Blu, 1962


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