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Victoria & Albert Museum, Londra

Museums

ggi vi porto con me in giro per Londra, per visitare insieme il Victoria & Albert Museum, il più grande museo di arti applicate al mondo. 

E anche una delle architetture più belle della città. La collezione è vasta e il museo un po’ un labirinto, ma le opere d’arte da vedere sono tante e tutte interessanti. 

Scopriamo quindi insieme il Victoria&Albert, conosciuto come il V&A Museum! 

Guarda il video su Youtube

Il Victoria and Albert si trova a due passi da Hyde Park e da una delle mete più visitate qui a Londra, il Museo di storia naturale, nella zona di South Kensington. Quindi se volete raggiungerlo dal centro sia in metro che con i tipici bus rossi è semplicissimo. 

L’edificio ha due ingressi e entrando dal principale su Cromwell Road si è immediatamente all’interno del museo, circondati da gallerie come in un labirinto. Il V&A nasce infatti a metà dell’Ottocento subito dopo la Grande Esposizione di Londra del 1851 a Hyde Park, ma viene trasferito nell’attuale struttura solo alcuni anni dopo. E con il tempo ha subito diverse trasformazioni, fra cui l’ultima un paio di anni fa con l’apertura del secondo ingresso e dell’Exhibition Road Quarter. 

Victoria&Albert - Artandthecities

Il nome del museo è un riferimento alla Regina Vittoria e al Re Alberto, che nell’anno della fondazione governavano qui in Inghilterra. E non è un caso che sia nato dalla volontà del re e a seguito della Grande Esposizione di Londra. Infatti il primo direttore del museo era appunto uno degli organizzatori del grande evento.

 

Ciò che secondo me è più incredibile della collezione del V&A è il fatto che si può visitarlo decine di volte e ci sarà sempre qualcosa di nuovo da scoprire. L’ingresso infatti è gratuito e si può decidere se basare il percorso per aree geografiche, per periodi o per tipologia di opere. Dipende soltanto dai propri interessi. Ad esempio un’intera ala al pian terreno è dedicata all’Asia con specifiche sale sul Giappone, la Cina o la Corea. Un’altra è dedicata invece alle copie di sculture per lo più italiane del Rinascimento. 

La mia zona preferita senza ombra di dubbio è al secondo piano quella dedicata ai gioielli. Si tratta infatti di una delle collezioni più ricche con 3000 pezzi che raccontano la storia del gioiello in Europa dai tempi antichi fino ad oggi con opere come la Tiara Manchester di Cartier. O la spilla Art Deco degli Janesich, un capolavoro della storia dei gioiellieri italiani.

Perdersi tra le sale del museo è davvero facile e si rischia di non riuscire a vedere tutto ciò che si desidera. Quindi vi consiglio come sempre di scegliere alcune opere da non perdere in base ai vostri interessi e ve ne consiglio 5 che secondo me sono un must della visita al V&A. 

Victoria&Albert - Tiara Manchester Artandthecities

5 opere da non perdere

Lampadario di vetro soffiato di Chihuly

La prima opera che vi consiglio sono certa che catturerà la vostra attenzione appena arrivati. Si tratta infatti del Lampadario di vetro soffiato dell’artista americano Chihuly al centro della Rotonda di ingresso. 

Il lavoro è stato realizzato nel 2001 a Seattle ed è poi stato trasportato a Londra e montato al V&A dall’artista e alcuni assistenti in 5 immagino lunghissimi giorni. 

Le caratteristiche principali di sicuro sono i colori e il materiale scelto. Il vetro soffiato è stato lavorato con la tecnica di Murano ma al suo interno la struttura è in acciaio per poter resistere al peso. Il lampadario infatti riempie la cupola della rotonda e sembra come una massa intricata di fili colorati, leggera e imponente al tempo stesso.

Lampadario di vetro soffiato dell’artista americano Chihuly al centro della Rotonda di ingresso. 

Cartoni di Raffaello

La seconda opera che ho scelto sono i Cartoni di Raffaello sempre sullo stesso piano. L’opera in realtà non appartiene al museo ma è stata data in prestito dalla sua collezionista Sua Maestà la Regina Elisabetta II. 

Si tratta dei cartoni preparatori a degli arazzi commissionati a Raffaello nel 1513 da Papa Leone X per la Cappella Sistina. Ma Raffaello in quegli anni era già al servizio del Papa per le decorazione delle stanze del Palazzo del Vaticano. In questi cartoni il tema principale è quello delle vite degli apostoli Pietro e Paolo. Gli arazzi sulla base dei disegni di Raffaello sono stati realizzati alcuni anni dopo a Brussel dove i cartoni sono stati inviati e tagliati per poterci lavorare. Ma per poi essere riassemblati nel 1600.

Cartoni di Raffaello

3 Grazie di Canova

L’opera successiva sono le 3 Grazie di Canova realizzata agli inizi dell’Ottocento. Il soggetto dell’opera sono le tre figlie di Zeus Grazia, Eufròsine e Aglaia, che rappresentano la giovinezza, la gioia e l’eleganza. I temi della mitologia greca e romana erano considerati fra i più interessanti nel periodo Neoclassico e Antonio Canova è uno degli artisti più rappresentativi di questo periodo. La scultura è stata commissionata da un duca inglese che l’aveva vista nello studio dell’artista a Roma. Si racconta che il Duca la volesse per la sua casa perché simile a quella realizzata da Canova per la moglie di Napoleone Bonaparte Giuseppina.

3 Grazie di Canova

Cappotto da sera di Elsa Schiaparelli

La quarta opera che vi suggerisco è il Cappotto da sera di Elsa Schiaparelli degli anni ‘40. Uno dei pezzi più interessanti della collezione di moda del V&A. Elsa Schiapparelli è famosa nel mondo dell’arte non solo per le sue stupende creazioni di moda ma anche per aver collaborato con i più grandi artisti del Novecento come Dalì, Picasso e Man Ray.

E questo cappotto è frutto infatti di una collaborazione con Jean Cocteau nata da uno dei suoi disegni. I temi surrealisti infatti sono fra i più amati dalla Schiapparelli. Sulle spalle del cappotto un enorme mazzo di rose è tenuto da un gioco di illusione. Dipende infatti da come lo si guarda si possono vedere due profili di volti che si baciano oppure semplicemente un vaso.

Cappotto da sera di Elsa Schiaparelli

Nettuno e Tritone di Bernini

L’ultima opera che vi consiglio di non perdere è una scultura: il Nettuno e Tritone di Bernini. è stata realizzata agli inizi del Seicento su commissione del cardinale Montalto per i giardini della sua villa a Roma. Era stato pensato come la parte centrale di una fontana quindi il tema è legato alle figure mitologiche di Nettuno, dio dei mari e del figlio Tritone. Le due divinità vengono rappresentate mentre radunano e governano con forza le creature del mare, che probabilmente erano gli altri personaggi presenti nella struttura della fontana. 

Quest’opera per quasi due secoli è stata studiata e rappresentata da altri artisti per la forza dello sguardo e la potenza delle figure. 

Nettuno e Tritone di Bernini

Queste sono solo alcune delle opere della collezione del museo, ma in realtà ci sono mille modi per scoprirle un po’ tutte, divertendosi. Il V&A è infatti una delle sedi per la caccia al tesoro nei musei. A me è capitato quest’anno di partecipare e di dover girare, salire e scendere per sale alla ricerca degli indizi misteriosi.  

Per concludere il giro vi suggerisco se avete voglia di rilassarvi di sedervi sul prato del giardino interno o di dare un’occhiata al caffè del museo. Spesso ci sono turisti e non solo, a rilassarsi seduti sul prato o a leggere un libro, soprattutto nelle giornate di sole. E infine di passare dal bookshop famoso in tutto il mondo per i suoi gadget. Io ad esempio vengo sempre qui quando devo fare un regalo.

E se siete alla ricerca di altri musei e gallerie d’arte da visitare durante il vostro giro a Londra per un weekend o qualche giorno in più, non dimenticatevi di dare un’occhiata anche agli altri post e video sul blog e su Art&theCities su Youtube.

 

Grazie e alla prossima!!

Informazioni utili

Orari di apertura:

Lunedì – Domenica 10:00 – 17:45
Venerdì 10:00 – 22:00

 

Costo biglietto: Ingresso gratuito

Alcune mostre sono a pagamento

Indirizzo: Cromwell Road London, SW7 2RL

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