Sam Havadtoy Let there be love. La parola nell’arte

Sam Havadtoy Let there be love

Sam Havadtoy Let there be love

Sam Havadtoy Let there be love. Havadtoy trascrive i propri pensieri e sentimenti sulla tela e ricopre il testo con una mano di vernice, applicando successivamente uno strato di pizzo e facendo risultare la superficie complessa ed unica.

La tecnica di realizzazione dell’opera nasce da un bisogno terapeutico. In fin dei conti è un gioco di vuoti e pieni, che vede la parola come protagonista dell’immagine. Deriva dalla materialità del pizzodiviene l’elemento strutturale del lavoro e anche ciò che più mi attira delle sue opere in tessuto, solitamente tipiche delle artiste donne.

La frase Let there be love sembra quasi un invito, una necessità dell’uomo. Facciamo che ci sia amore intorno a noi, facciamo l’amore. E considerando la sua storia con Yoko Ono, mi verrebbe da parafrasare “Peace, Love & Truth!” Pace, Amore e Verità. Effettivamente l’influenza della cultura americana facilmente definibile come hippy non è poi così distante. 

Sam Havadtoy Let there be love e gli artisti italiani

Inoltre, vi siete accorti anche voi della somiglia con i lavori di altri artisti italiani e in particolari con Alighiero Boetti? Non c’è molto da dire, i lavori si avvicinano ma vanno in due direzioni completamente differenti. Havadtoy utilizza un bianco profondo, mentre Boetti sceglie il colore come caratteristica dominante. 

Havadtoy dal 2000 abita in Liguria. Continua però a seguire il lavoro della Galleria 56, aperta nel 1992 a Budapest, nota per aver introdotto sulla scena artistica ungherese molte opere americane rare ma importanti  di Haring, Warhol, Agnes Martin, Cindy Sherman, Kiki Smith e Robert Mapplethorpe.

Il nome sembra essere stato ideato dalla compagna e artista Yoko Ono, celebre per essere stata uno dei membri di rilievo del gruppo Fluxus e moglie di John Lennon.

 

Siamo solo frammento di qualcosa d’altro

Sam Havadtoy

 

Let there be love, 2011, pizzo montato su tavola di legno e vernici acriliche, 100×100 cm ©Sam Havadtoy

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