Manet a Milano – Manet e la Parigi moderna a Palazzo Reale [Guida alla mostra]

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Manet a Milano – Manet e la Parigi moderna a Palazzo Reale

Manet a Milano. Una mostra dedicata interamente al padre e predecessore del movimento Impressionista: Édouard Manet. Quella che tra qualche giorno si chiude a Milano nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale è la mostra di Manet a Milano.

Divisa in dieci sezioni l’esposizione accompagna il visitatore attraverso la Parigi moderna di fine Ottocento, coinvolta in un rinnovamento non solo urbano ma anche e soprattutto culturale, letterario e artistico. Frequentata da poeti e letterati come Charles Baudelaire, Emile Zola e Stéphane Mallarmé, amici, sostenitori e confidenti di Manet.

Manet a Milano – 1. Manet e la sua cerchia

Il percorso nella prima sezione “Manet e la sua cerchia” inizia con una vera e propria presentazione di questi personaggi, attraverso i ritratti realizzati dall’artista ma anche da Degas, Boldini e Carolus-Duran.

Fin dalle prime sale è possibile comprendere la natura della mostra. Non si discosta dalla precedenti di Palazzo Reale. L’abitudine è quella di presentare un autore non solo attraverso le sue opere, ma anche grazie ad accostamenti con predecessori e contemporanei. Quello che per molti è quindi considerata una debolezza o un vano trucco per attirare visitatori attraverso la sponsorizzazione di un grande nome, in questa occasione si rivela un punto di immensa forza. La Parigi di fine Ottocento è narrata attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e descritta, non solo Manet, quindi, ma la Ville Lumière protagonista nella sua interezza.

Manet a Milano – 2. Parigi, città moderna

Ogni angolo della capitale parigina viene descritto nella seconda sezione “Parigi, città moderna” attraverso opere che hanno fatto la storia dell’arte e sono ancora nei nostri occhi: uno dei primi dipinti di Gaugin, legato all’influenza di Courbet, ma anche opere di Monet e Signac e disegni e progetti di edifici e zone della città che grazie a Napoleone III stanno cambiando radicalmente.

Manet a Milano – 3. Sulle rive

Proseguendo, nella terza sezione “Sulle rive” è possibile ammirare un gruppo di opere particolarmente interessanti e forse meno note di Manet, cinque dipinti di paesaggio: le marine. L’artista prediligeva questo genere poiché era grande conoscitore del mare che aveva avuto modo di vivere frequentando le coste francesi. Questo gruppo è accompagnato da opere di Cezanne e Monet, il secondo profondamente influenzato dagli artisti inglesi Turner e Constable.

Manet a Milano – 4. Natura inanimata

Secondo punto di forza della mostra, si rivela a mio avviso, la decisione di presentare i circa 60 dipinti non in ordine cronologico bensì con un taglio tematico, che permette di scoprire l’evoluzione dello stile all’interno di uno stesso motivo, come nel caso della quarta sezione: “Natura inanimata”. Qui è possibile ammirare tre opere dell’artista a tema floreale. Si può vedere l’evoluzione del lavoro dal 1864 con Ramo di peonie bianche e cesoie al 1882 con Fiori in un vaso di cristallo. Ad accompagnare i lavori di Manet anche in questa sezione diversi altri artisti fra cui spicca una splendida opera di Renoir.

Manet a Milano – 5. L’heure espagnole

Il percorso della mostra prosegue nella quinta sezione. Procede in una direzione che non può essere compresa se non si analizza e conosce lo stile proprio di Manet. Nato a Parigi da una famiglia agiata egli compie il suo tirocinio da pittore presso l’artista Thomas Couture e sviluppa il suo lavoro basandosi su l’opposizione tra luce ed ombra. Ma anche sull’utilizzo di una ristretta palette di colori in cui il nero diviene il principale elemento. Non può essere negata quindi l’influenza degli artisti spagnoli del Siglo d’oro nel suo lavoro, e in particolare di Velazquez. In questa sezione “L’heure espagnole” viene presentata quindi la passione di Manet per il “pittore dei pittori” spagnolo che egli conosce principalmente attraverso le opere conservate al Louvre di Parigi.

Manet a Milano – 6. Il volto nascosto di Parigi

Le opere in mostra sono tutte state concesse in prestito dal Museo d’Orsay e fra queste spicca nella sesta sezione “Il volto nascosto di Parigi” l’opera che in questa collezione descrive al meglio gli ambienti dei Cafè parigini, luoghi di scambio culturale ma anche come è noto di grande degrado: La cameriera nella birreria. Il lavoro si avvicina molto ad altri dello stesso Manet che più volte si era concentrato sul tema, come Angolo del Cafè Concert conservato alla National Gallery di Londra.

Manet a Milano – 7. L’Operà

Proseguendo il percorso viene descritto un altro ambiente parigino molto frequentato dalla borghesia agiata: il Teatro de l’Operà di Parigi. Siamo nella sesta sezione, intitolata per l’appunto “L’Operà”. L’opera regina di questa sala è un capolavoro di Edgar Degas, che come è noto era molto attivo e sempre presente ai balletti del teatro, con una predilezione propria verso il mondo delle danzatrici.

Manet a Milano – 8. La Parigi in festa

Per la “Parigi in festa” della ottava sezione, quasi in chiusura del percorso, si prosegue in un mondo fatto di abiti eleganti e nobili donne accompagnate da gentiluomini vestiti a festa. Spicca fra tutte l’opera di un’artista donna, Berthe Morisot, moglie del fratello di Manet Eugène e grande artista impressionista che influenzerà in maniera radicale il lavoro di Manet.

Manet a Milano – 9. e 10. L’universo femminile in bianco e… in nero

Le ultime sale concludono il percorso con due sezioni interamente dedicate alla figura della donna: “L’universo femminile in bianco…” e “…in nero. La passante e il suo mistero”. In entrambe è possibile ammirare grandi capolavori di Manet come il noto quadro Il balcone, ma l’opera che chiude la mostra e ne diviene simbolo è di certo Berthe Morisot con un mazzo di violette. Mai come in questo caso attraverso il percorso, può essere confermata la nota frase dell’artista “Il nero non è un colore”.

 

In una figura cercate la grande luce e la grande ombra, il resto verrà da sè.

Édouard Manet

 

Berthe Morisot con un mazzo di violette, 1872, olio su tela, 55×38 cm, Musée d’Orsay, Parigi

 

#letturedarte

Manet e la parigi moderna

Il catalogo della mostra Manet e la Parigi Moderna a Palazzo Reale. Clicca qui per  dare un’occhiata.

Manet e la Parigi moderna

a cura di Guy Cogeval, Caroline Mathieu e Isolde Pludermacher

Palazzo Reale di Milano, Piazza Duomo 12

08 marzo – 02 luglio 2017

 

Orari

Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 09.30 – 19.30

Giovedì e Sabato: 09.30 – 22.30

Lunedì: 14.30 – 19.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

 

Biglietto

Intero 12€

Ridott 10€

 

Nello stesso periodo a Milano è stata allestita la mostra Kandinskij e il cavaliere errante al MUDEC. Se vuoi scoprire di più non ti resta che leggere la mia mini guida qui.

 

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