Caravaggio David con la testa di Golia

Caravaggio, David con la testa di Golia, 1600/1601, olio su tavola, 91x116 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Caravaggio David con la testa di Golia. L’attribuzione

Caravaggio. Il David con la testa di Golia del Kunsthistorisches Museum di Vienna è uno di quei quadri che a lungo hanno fatto parlare. L’attribuzione dubbia, infatti, è stata per molto tempo legata non al nome di Caravaggio. Ma è stata legata piuttosto alla Scuola del pittore e così registrata fin dal primo inventario dell’Impero in cui il lavoro compare nel 1718.

Gli studi approfonditi compiuti nella metà del secolo scorso e la grande mostra del 1951 a Milano sull’opera dell’artista hanno però sciolto ogni dubbio e reso evidente la paternità di questo capolavoro.

Innanzitutto, è stata confermata la totale autonomia di Caravaggio che, come si sa, avendo un animo temerario ed errabondo non ha mai avuto una Scuola in senso stretto, ma solo degli ammiratori e seguaci del suo stile.

Caravaggio David con la testa di Golia. L’analisi

Inoltre, grazie ad uno studio approfondito dell’opera attraverso l’analisi ai raggi X è stato compreso come mai il pittore abbia scelto, rispetto alla versione più nota dello stesso tema conservata alla Galleria Borghese di Roma, di realizzare un’opera orizzontale e non verticale. Solitamente infatti, i temi più vicini alla rappresentazione scultorea venivano elaborati su una tela o una tavola verticali. Caravaggio, invece, in questo caso si trova costretto a usare il suo supporto in orizzontale semplicemente perché si tratta di una tavola di riuso, su cui era presente un’opera ascrivibile a uno stile manierista di poco antecedente. Questa è, però, una delle rare occasioni in cui non sceglie la tela per il suo olio.

Caravaggio David con la testa di Golia. La composizione

Un altro elemento di dubbio emerso è legato alla composizione dell’opera: questa versione vede infatti sulla sinistra un David giovinetto quasi incredulo, non conscio delle sue gesta eroiche, ma comunque fermo e deciso. Trattiene con una mano la testa del gigante Golia dall’espressione di dolore composta e rassegnata.

La versione della Galleria Borghese appare, invece, più rigida ma anche più equilibrata. La testa del gigante non sbilancia la figura del giovane David e il braccio sembra trattenerla con forza, tutto il contrario della versione viennese.

Un’opera, in ogni caso, dallo stile pienamente caravaggesco, che toglie ogni dubbio nell’uso del contrasto fra luce e ombra, tra chiari e scuri. Un’opera tipica del Caravaggio per lo sfondo scuro e la luce piena, bilanciata, posata. Quasi reale.

 

Nelle pitture di Caravaggio ci sono effetti di luce. L’interruttore non so dov’è.

Bruno Munari

 

In copertina: David con la testa di Golia, 1600/1601, olio su tavola, 91×116 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna imagesource: Kunsthistorisches Museum

 

 

Caravaggio, David con la testa di Golia, 1609, olio su tela, 125×100 cm, Galleria Borghese, Roma

Caravaggio, David con la testa di Golia, 1609, olio su tela, 125x100 cm, Galleria Borghese, Roma

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