Il Bacio di Gustav Klimt

Il Bacio di Gustav Klimt

Le opere hanno una vita. Ci portano dentro altri mondi e nel nostro allo stesso tempo. A volte dove non avremmo mai pensato di poter arrivare; altre invece, in luoghi dentro di noi che già conosciamo.

Le opere raccontano una storia. Una storia che spesso ci appartiene. Per me è così con Il Bacio di Gustav Klimt.

Un bacio dorato che mi trascina in un’altra dimensione. Un altrove che può essere il luogo fisico che lo ospita: il Belvedere di Vienna, dove sono stata più di una volta per amore. O può essere il non luogo astratto che mi appartiene durante un bacio.

 

Il Bacio di Gustav Klimt. L’opera

Al centro di una tela 180×180 cm un uomo e una donna si ritrovano abbracciati. Lui sulla sinistra la stringe a sé accarezzandole il viso. Lei, rapita, con gli occhi chiusi sembra non sapere dove si trovi.

Entrambi sono su un chiazza di prato verde che rende la scena fragile e delicata e che ci fa chiedere se si siano accorti di essere su un dirupo in procinto di cadere.

Entrambi sono avvolti nell’oro come le antiche icone medievali. Un oro caratteristico del periodo della produzione di Gustav Klimt successiva alla sua visita a Ravenna del 1903. Un oro che nella veste dell’uomo si combina con il nero delle geometrie verticali. E nella veste della donna invece diventa curvo, colorato e fatto di spirali. Proprio per sottolineare come dalla differenza dei due nasca l’unione.

 

Il Bacio di Gustav Klimt. Chi rappresenta

Il Bacio di Gustav Klimt non sembra un bacio appassionato, più un bacio disteso. Eppure lui la avvolge con le sue mani ferme, grandi e nodose. E lei si lascia rapire, in estasi.

Molte sono le ipotesi sui protagonisti dell’opera. C’è chi vede Zeus ed Era sul Monte Olimpo da cui viene generata la stirpe degli Dei. C’è chi invece nei due amanti sul dirupo rivede la trasformazione della ninfa Dafne dopo il bacio di Apollo.
I modelli nella realtà sembrano essere lo stesso Gustav Klimt e la sua compagna Emilie Floge.

In ogni caso poco importa. Il Bacio di Gustav Klimt è un bacio che racconta quell’attimo in cui ci si sente fuori dal tempo e che per questo è diventato icona di quel non luogo che viviamo o speriamo di vivere tutti almeno una volta nella vita.