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L'atelier dell'artista di Courbet

L’atelier dell’artista di Courbet del 1854 è probabilmente la più grande opera di promozione dell’attività di un artista nella storia dell’arte. E oggi è conservato in uno dei miei musei preferiti di Parigi, il Musèe d’Orsay.

Il soggetto dell’opera

Courbet si rappresenta mentre dipinge nel suo studio. Uno studio che sembra quasi una caverna. L’artista è circondato da una misteriosa folla fatta di persone tutte diverse fra loro. Le singole figure sono ritratte vividamente, ma collettivamente non hanno alcun senso.

Chi sono tutte queste persone e perché si sono radunate qui? Courbet ha scritto una lunga descrizione del dipinto. Il suo linguaggio, però, è stato considerato spesso poco chiaro e aperto a varie interpretazioni. Non c’è dubbio però sul fatto che questo è uno dei capolavori centrali della pittura del XIX secolo.

L’artista ha scritto che le figure a sinistra rappresentano “il mondo della vita ordinaria: le masse, la miseria, la povertà, la ricchezza, gli sfruttati, gli sfruttatori, coloro che prosperano sulla morte”. Sulla destra ci sono “i miei amici, colleghi e amanti dell’arte”, quelli che “prosperano nella vita”.

L’Esposizione Universale di Parigi del 1855

L’opera è stata realizzata per la grande Esposizione Universale di Parigi del 1855. Tuttavia, è stata respinta dal comitato di selezione. Quindi Courbet ha allestito una sua mostra personale in un “Padiglione del Realismo” che ha finanziato a proprie spese. La mostra di Courbet non ha avuto un grande successo sia dal punto di vista commerciale che critico. Ma ha comunque un posto importante nella storia dell’arte. Sfidando l’autorità del mondo dell’arte istituzionale, Courbet ha aperto la strada ad altri, compresi gli impressionisti.

Sebbene Courbet fosse dichiaratamente un realista, i suoi dipinti hanno spesso aspetti simbolici. Ad esempio, L’atelier dell’artista di Courbet ha un sottotitolo piuttosto disorientante: “Allegoria reale che riassume sette anni della mia vita artistica e morale”. 

I dettagli de L’atelier dell’artista di Courbet

L’artista

In primo piano al centro seduto mentre dipinge c’è l’artista, courbet stesso. Viene rappresentato mentre sta facendo un ampio gesto del pennello. In realtà, non avrebbe lavorato al suo cavalletto in questa posizione scomoda, di lato. Probabilmente però era particolarmente narcisista e ha adottato la postura per mostrare quello che considerava il suo profilo particolarmente bello. La modello nudo che sta dietro di lui è stata interpretata come un’incarnazione della verità. E il ragazzino che lo guarda ammirato è stato visto come un’allusione all’innocenza.

L’uomo che legge sulla destra

Seduto tra gli amici di Courbet sulla destra c’è un uomo che legge. Si tratta di Charles Baudelaire, uno dei principali poeti francesi del tempo e anche un famoso critico d’arte. Baudelaire incontra Courbet nel 1848 alla Brasserie Andler, un ritrovo di artisti e intellettuali. Ed entra così nel circolo di Courbet, soprannominato “Il tempio del realismo”.

I collezionisti

La coppia in piedi davanti Baudelaire e a due passi dall’artista seduto sono stati descritti da Courbet stesso come gli amanti dell’arte o i collezionisti. Courbet scrive: “una donna alla moda, elegantemente vestita, con suo marito”. Non sono stati certamente identificati, anche se sono state fatte diverse ipotesi sulla loro identità.

L’imprenditore sulla sinistra

I personaggi alla sinistra dell’opera come dichiarato dallo stesso Courbet provengono dal mondo della vita ordinaria. E così sembrerebbe anche per l’uomo seduto che guarda verso il basso con un particolare cappello alto. viene identificato come l’imprenditore. Per questa figura sono state proposte varie identificazioni, tra cui quella del becchino. Forse l’ipotesi più plausibile è che si tratti di un ritratto del giornalista Émile de Girardin, un sostenitore chiave dell’imperatore Napoleone III, al cui regime Courbet si oppone.

Napoleone III e i cani

La figura sulla sinistra in primo piano seduta con i cani da caccia è stata identificata in modo convincente come l’imperatore Napoleone III. Nipote di Napoleone Bonaparte, Napoleone III viene eletto presidente della Francia nel 1848. E assume il titolo di imperatore nel 1852. All’epoca non era possibile criticare apertamente le sue politiche dittatoriali a causa della censura.

Ma Courbet lo fa forse attraverso la sua opera. Decide così di rappresentare il nuovo imperatore nelle vesti di un bracconiere circondato dai suoi cani da caccia. Napoleone verrà deposto nel 1870 dopo aver condotto la Francia a una catastrofica sconfitta nella guerra franco-prussiana, e finirà la sua vita in esilio in Inghilterra.

Lo scrittore Champfleury

La descrizione di quest’opera elaborata da Courbet appare per la prima volta in una lettera del 1854 all’amico Jules Husson. Lo stesso uomo che viene rappresentato nell’opera seduto mentre guarda l’artista a lavoro, proprio dietro la modella nuda. Jules Husson, scriveva con lo pseudonimo Champfleury ed era un caro amico di Courbet e il principale portavoce letterario del realismo. 

La tecnica ne L’atelier dell’artista di Courbet

La tecnica di Courbet come pittore è un’espressione diretta della sua personalità. Audace, sicuro di sé e indifferente alle convenzioni. Di solito lavorava in modo rapido e spontaneo, applicando la vernice con una spatola. Non era interessato ai dettagli precisi o ad una finitura accurata. L’atelier dell’artista di Courbet è stato dipinto giusto in tempo per prepararlo all’esibizione e gran parte dello sfondo è molto impreciso nel trattamento. Avendo più tempo probabilmente Courbet l’avrebbe elaborato di più. Aveva scarso interesse per il disegno, ma come altri pittori dell’epoca, teneva una raccolta di fotografie di nudo da usare come materiale di riferimento.

Gustave Courbet. La storia dell’artista

Courbet ha cambiato il corso dell’arte francese portando una nuova imponenza e serietà nelle scene di vita quotidiana e esponendo le sue opere al di fuori dei luoghi tradizionali.

Courbet è nato a Ornans, nella Francia orientale, in una ricca famiglia di agricoltori. 

Il suo passato ha avuto grande importanza. Sebbene infatti lavorasse principalmente a Parigi, spesso rappresentava soggetti legati alla campagna. È diventato famoso nel 1850 quando ha esposto tre straordinari dipinti al Salon di Parigi, in particolare Funerale a Ornans, una scena enorme e provocatoriamente non idealizzata della vita di campagna. Queste opere lo hanno fatto diventare fin da subito il leader del movimento realista. Gli artisti diq uesto movimento credevano che la vita di tutti i giorni potesse fornire argomenti tanto seri quanto i principali temi tradizionali di storia, religione e mitologia. Le idee radicali di Courbet sono emerse anche nella sua politica. 

Quando la Francia è stata sconfitta in modo schiacciante nella guerra franco-prussiana (1870-1871), Parigi viene governata per due mesi da un governo rivoluzionario chiamato Comune, in cui Courbet era a capo della commissione artistica. Quando la Comune di Parigi viene abolita, courbet viene incarcerato per sei mesi. Temendo ulteriori punizioni, si trasferisce definitivamente in Svizzera nel 1873. Qui oltre alle sue composizioni di figure ambiziose, dipinge paesaggi e ritratti. E muore pochi anni dopo, nel 1877. 

La Francia ai tempi di Gustave Courbet

Courbet ha vissuto un periodo instabile nella politica francese, con numerosi cambiamenti nei tipi di governo. Dopo l’esilio di Napoleone Bonaparte nel 1815, la monarchia viene restaurata sotto Luigi XVIII. Il suo successore Carlo X fugge quando il suo regime repressivo provoca una rivoluzione nel luglio 1830. Viene sostituito da Luigi Filippo, il cui regno, noto come la monarchia di luglio, dura fino al 1848, quando c’è un’altra rivoluzione. 

Il risultato è un governo repubblicano noto come Seconda Repubblica, con Luigi napoleone come presidente, e poi imperatore come Napoleone III nel 1852. Questo inaugura il Secondo Impero, che dura fino al 1870. Viene seguito dalla Terza Repubblica, che si conclude quando la Germania invade la Francia nel 1940.

Copertina: Gustave Courbet, L’atelier dell’artista, 1854–1855, Museo d’Orsay, Parigi


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