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Quanto può essere noiosa una domenica pomeriggio d’estate in città? Se chiediamo ai parigini dell’Ottocento è semplice: tutto dipende da dove si va. E loro non avevano dubbi su questo: la domenica pomeriggio si passa all’isola della Grande Jatte.

E Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte di Seurat del 1884 è una delle opere che descrive al meglio la società francese della fine dell’Ottocento. Ed è conservato dall’altra parte dell’oceano, in America, all’Art institute di Chicago

Il soggetto dell’opera

Il quadro di Seurat del 1884 è una delle opere che descrive al meglio la società francese della fine dell’Ottocento. Ed è conservato dall’altra parte dell’oceano, in America, all’Art Institute di Chicago. L’opera ritrae i parigini alla moda che si godono il sole la domenica pomeriggio sulla riva della Senna. Ma le loro figure, alcune molto geometriche, sono uno strumento per Seurat di sperimentazione

Il paradosso interessante di quest’opera è che la scena a cui Seurat assiste è in realtà frenetica e imprendibile. Invece, lui la rende monumentale. Tutte le figure sono ferme nelle loro posizioni e stilizzate. I visi, le rare volte in cui sono visibili, sembrano vuoti. I protagonisti sembra che si godranno la loro domenica pomeriggio sulla Senna per sempre, perchè le loro azioni sono congelate nel tempo. E l’equilibrio compositivo di Seurat e il suo senso della forma sono stati attribuiti all’influenza dell’artista italiano del Quattrocento Piero della Francesca. Ne Il Battesimo di Cristo ad esempio la composizione è apparentemente naturale, ma in realtà è caratterizzata da precise regole matematiche per dare un senso di calma e serenità. 

Seurat e il Puntinismo

Il quadro è stato mostrato per la prima volta nel maggio del 1886 ad una mostra impressionista. In realtà però, si allontana moltissimo dalle opere del movimento. La pittura impressionista si basa infatti su un dipingere intuitivo, legato ai cambiamenti di luce ed immediato. 

E solo a pochi mesi di distanza, ad agosto il lavoro è diventato il protagonista del Salone degli Artisti Indipendenti, fondato dallo stesso Seurat due anni prima nel 1884. 

L’opera di Seurat può essere definita postimpressionista e rientra nel movimento del Puntinismo. Ha infatti dimostrato un approccio più sistematico e scientifico alla composizione e all’applicazione del colore rispetto agli impressionisti. Ed è ricordato principalmente per i suoi dipinti monumentali realizzati con la tecnica del Puntinismo. Una tecnica da lui stesso inventata in cui l’opera veniva realizzata accostando una miriade di puntini di colore puro. E proprio nel dipingere questo capolavoro è riuscito a perfezionare la sua tecnica, sicuramente influenzato dalle recenti teorie scientifiche. 

Ma, cosa è il puntinismo o divisionismo in arte? Il puntinismo di Seurat comporta il posizionamento di piccoli punti di colore puro uno accanto all’altro sulla tela. In questo modo i puntini si fondono nella mente dello spettatore, grazie all’occhio che li osserva. Quindi al posto di mescolare i colori dalla tavolozza sulla tela sarà l’occhio a mescolare i colori per noi. Ad esempio, questo effetto sulla tela nell’opera sembra quasi riprodurre l’afa del sole caldo. 

Osservando con attenzione l’opera si vede chiaramente che ogni forma è costituita da piccoli punti di colore contrastante, che crea un effetto scintillante. Il verde brillante dell’erba illuminata dal sole è composto in realtà anche da punti di giallo e di arancione. Mentre le aree di ombra sono composte da blu e rosa. 

Seurat è ispirato dagli effetti ottici e dagli studi sulla percezione legati alle teorie del colore di due scienziati abbastanza famosi già ai tempi (Michel Eugène Chevreul e Ogden Rood) non tanto per le teorie sul colore ma per scoperte legate al sapone e al diabete quindi tutt’altro. Seurat decide però di studiare le teorie dei due chimici e di applicarle in arte.

Questi effetti di contrapposizione si trovano in diverse zone del dipinto. Al posto di incorniciare l’opera, ad esempio, Seurat decide di creare una cornice di puntini. E per farlo inserisce i colori complementari a quelli nelle aree di ogni zona del dipinto. Il rosso contro il verde, il blu vicino all’arancione e il viola contro giallo. Questo per sottolineare come fosse catturato dalle scoperte scientifiche e dalle teorie sul colore. 

In questo capolavoro di Seurat il soggetto dell’opera è quindi più un pretesto per studiare la composizione, le luci e i colori che per descrivere la Parigi del tempo.

Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte. I dettagli

La donna con il bambino

Al centro dell’opera troviamo una donna che stringe la mano ad un bambino. Insieme camminano verso lo spettatore. Si distinguono perchè sono fra le poco figure frontali, tutte le altre sono rappresentate per lo più di profilo. 

Inoltre i colori dei vestiti sono stati scelti con uno scopo preciso. Sia il bianco del vestito del bambino che il rosa della donna spiccano contro il verde del prato, illuminati dal sole. Sono fondamentali nella composizione perché danno una sensazione di movimento, insieme a pochi altri personaggi.

La scimmia al guinzaglio

Inserire poi una scimmia in un’opera del genere potrebbe sembrare assurdo oggi ai nostri occhi. Eppure non era così nella Francia di fine Ottocento. Le scimmie, chiamate scimmie cappuccine, all’epoca erano animali domestici alla moda. Ma Seurat la inserisce anche per un altro motivo. La parola femminile per scimmia era usata in gergo per indicare le prostitute. Viene quindi da pensare che Seurat voglia mandare un messaggio. La signora in compagnia della scimmia potrebbe essere infatti una prostituta in giro con il suo cliente. 

La bandiera francese

Sullo sfondo del dipinto, attraverso gli alberi, si può vedere una barca in lontananza sulla Senna con una bandiera francese. Questo particolare è stato inserito da Seurat probabilmente perchè lui stesso era un francese patriota. Ed è un dettaglio comune anche ad altre opere dell’artista, come ad esempio Bagnanti ad Asnières della National Gallery di Londra

Le figure statiche e le forme semplificate

Le figure di profilo nell’opera di Seurat hanno tutte una caratteristica: sembrano ferme, statiche. Questa rappresentazione è stata probabilmente influenzata dagli studi da ragazzo di Seurat della scultura classica.

I protagonisti dell’opera sono esemplificati e stilizzati e alcune forme si ripetono costantemente nel dipinto. Ad esempio le donne con l’ombrellino o con il cappellino si ripresentano più volte nell’opera dando alla composizione un senso di ritmo e ripetizione. 

Questa ripetizione delle forme accompagna un’altra scelta di stile di Seurat. Quella di rappresentare alcune figure con forme geometriche molto semplici. Ad esempio, la figura seduta di spalle con un foulard arancione in testa. Risulta molto semplificata, ma nonostante ciò la scelta di questo simbolo in questo colore permetteva i contemporanei di Seurat di identificarla come un’infermiera, dal tipico abbigliamento.  

La tecnica di realizzazione

Ma l’Isola della Grande Jatte esiste davvero? Eh Si! L’Isola si trova a Parigi in una zona che ai tempi era considerata periferia e che oggi invece è all’interno del centro, proprio sulla Senna. Per molti anni è stata una zona industriale mentre oggi vi si trova un parco e quando Seurat ha realizzato l’opera l’isola era davvero uno dei posti più di moda del tempo. 

Le enormi dimensioni del dipinto di Seurat gli rendono impossibile lavorarci all’aperto, come facevano invece gli impressionisti con i loro dipinti. E l’artista realizza quindi almeno 60 disegni e schizzi ad olio della scena alla Grande Jatte per mesi. E li usa per creare parti del suo dipinto in studio, perfezionando le figure e ordinandole in una serie di piccoli studi e un grande schizzo compositivo dell’intera opera. 

L’immagine finale è meticolosamente pianificata, inclusi i colori da utilizzare e dove utilizzarli. Seurat inizia il dipinto coprendo la tela con uno strato di sfondo, e poi ritorna in ogni area per lavorarci sopra in dettaglio. Piuttosto che essere una rappresentazione naturalistica della scena, il dipinto finito dimostra l’interesse di Seurat per le armonie di colore e il loro effetto sullo spettatore.

Storia dell’arrivo a Chicago

Ma come hanno fatto i parigini protagonisti dell’opera di Seurat ad arrivare dall’altra parte del mondo? L’opera è conservata oggi all’Istituto d’arte di  Chicago grazie all’acquisto di due attenti collezionisti: il Signor e la signora Bartlett. Helen Birch Barlett infatti  da amante dell’arte impressionista e su suggerimento del direttore del museo nel 1924 ha convinto il marito ad acquistare l’opera per donarla al museo. La storia racconta che sia stata comprato allora per 24.000$ che al cambio di oggi sarebbero più o meno  320.000€. 

Curiosità sull’opera

Se sei arrivato fin qui benvenuto nel #arteclub per tutti gli appassionati d’arte che hanno voglia di scoprire qualcosa in più sull’opera o l’artista del giorno.

Il quadro è stato dato in prestito dall’Istituto d’arte di  Chicago solo una volta nella storia. Nel 1958 al Moma, dove il 15 aprile di quell’anno un incendio ha causato la morte di una persona e l’evacuazione di moltissime opere tra cui Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte. Da allora è tornato di corsa a Chicago. 

E in tutto questo l’opera ha un precedente compagno intitolato Bagnanti ad Asnières del 1884. Entrambi i dipinti mostrano i parigini che si rilassano sulla Senna, ma su due diversi tratti del fiume. Bagnanti ad Asnières è stato il primo dipinto su larga scala di Seurat, realizzato prima di sviluppare il puntinismo. Ma piccole aree di punti colorati sono visibili nell’acqua e intorno al cappello rosso del ragazzo nel fiume. Questo dipinto mostra solo uomini e ragazzi, forse durante la pausa pranzo dalle fabbriche visibili sullo sfondo. Gli stessi personaggi non compaiono in Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte perché in quest’opera Seurat mostra più personaggi della classe media.

Questo suo primo grande progetto Bagnanti ad Asnières del 1884 viene rifiutato dal Salon ufficiale. Ma viene esposto al Salone degli Indipendenti, una mostra alternativa che Seurat aiuta a istituire e dove incontra i suoi futuri amici i pittori Paul Signac e Henri-Edmond Cross. 

Inoltre, Seurat ha continuato a lavorare sul Puntinismo, interessandosi a come la direzione delle linee abbia un effetto emotivo sullo spettatore, un tema che ha cercato di incarnare in altre due opere (Lo Chahut e Il Circo) entrambe del 1890. Purtroppo però muore improvvisamente di meningite all’età di 31 anni, avendo prodotto solo pochi dipinti importanti. Questi lo renderanno comunque uno degli artisti più interessanti e innovatori della Francia di fine Ottocento anche e soprattutto per la sua attenzione alle teorie scientifiche dei suoi contemporanei. 

Alcuni dicono che vedono la poesia nei miei quadri.

Io vedo solo la scienza.

Georges Seurat

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