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La nascita della galleria d’arte. Cosa ci spinge a comprare un’opera d’arte? Per alcuni è il piacere estetico o il benessere spirituale che l’opera provoca, per altri può essere un investimento o uno status symbol. Nella maggior parte dei casi è un misto di tutto questo. Ma per molti collezionisti l’acquisto non sarebbe possibile senza la guida e la direzione dei loro galleristi di fiducia. Io sono Clelia e oggi scopriamo i 5 protagonisti che hanno definito nella storia il ruolo del gallerista d’arte.

Chiunque abbia venduto qualcosa almeno una volta nella vita sa quanto sia complesso chiudere un buon affare. Ci sono di mezzo negoziazione, interesse personale, attaccamento verso l’oggetto e preparazione. Vendere un’opera d’arte è difficile tanto quanto acquistarla, ve lo dico per esperienza. 

Il ruolo di un gallerista non è solo quello di trattare con artisti e collezionisti e fare da intermediario. A volte scova un artista, stabilisce il giusto prezzo di mercato e ovviamente promuove il lavoro. Ma non sempre è stato così. Per molto tempo nella storia gli artisti più intraprendenti si facevano promotori dei propri lavori e di quelli di altri colleghi. Attraverso le botteghe, per commissione o passaparola il mercato non aveva delle vere e proprie regole.

Lazare Duvaux

Durante gran parte della storia del mercato non viene considerato prudente comprare e rivendere solo opere. I capolavori dell’arte vengono infatti visti più come un oggetto d’arredamento. Il primo mercante d’arte Lazare Duvaux conosciuto in pieno 1700 è francese e viene definito il Mercante di Lusso. La sua abitudine infatti è quella di vendere mobili di arredamento, gioielli, ceramiche, sculture e opere d’arte tutte insieme alla borghesia e nobiltà francese. Ciò che però lo ha fatto entrare nella storia sono i suoi cataloghi di vendita. Aveva l’abitudine infatti di registrare meticolosamente tutte le sue vendite e per circa 10 anni tra il 1748 e il 1758 gli studiosi hanno tutti i dati sulla provenienza e la rivendita di ogni oggetto che è passato dal suo negozio galleria. 

John Doggett

Questo mescolare oggetti di arredamento o gioielli e opere d’arte è diffuso non solo in Europa ma anche in America, ad esempio uno dei primi commercianti di inizio ‘800 a Boston è un artigiano John Doggett che apre il suo negozio per vendere contemporaneamente opere e cornici. Non sa ancora che da questa sua iniziativa commerciale nascerà nel 1855 una delle più importanti gallerie di Boston la Williams and Everett, con opere di grandi artisti europei e americani dell’800 come Mary Cassat, l’artista donna amica di Degas di cui ho parlato da poco sul blog. Questo atteggiamento di diversificazione non è comunque nel tempo venuto a mancare e si trova anche nelle gallerie di oggi. Molti sono i galleristi che continuano a vendere mobili di arredamento insieme importanti opere d’arte. Ad esempio Masterpiece la fiera d’arte internazionale che si svolge ogni anno qui a Londra nel mese di giugno è pensata proprio con questa concezione del mescolare arredamento di design e arte.

La nascita della galleria d’arte. Il Grand Tour e il Salon ufficiale

Ma tornando ai nostri galleristi, alla fine dell’800 con il Grand Tour qualcosa cambia. I collezionisti più appassionati comprano durante i viaggi e rivendono poi opere d’arte e oggetti antichi. E nella seconda metà del secolo il cambiamento nella percezione della figura dell’artista si trasforma in un cambiamento anche del mercato. Il romanticismo enfatizza il concetto di artista genio e il gallerista diventa l’intermediario tra questo genio e il suo pubblico. Tutto questo accade in Francia dove fino a questo momento gli artisti vendono nei Salon ufficiali, delle mostre annuali aperte ad artisti dell’Accademia e per le quali bisogna essere approvati prima di poter esporre.

 Paul Durand Ruel

Ma alcuni artisti cominciano a non accettare di non essere ammessi e viene creato per loro un salone alternativo, il Salone dei rifiutati. Qui entra il gioco il primo gallerista della storia Paul Durand Ruel

Ciò che lo rende uno dei primi fondamentali galleristi nella storia dell’arte è un’innovazione nel sistema che Durand Ruel porta: lo stipendio degli artisti. Nato nel 1831 da una famiglia di commercianti anche di quadri, Durand-Ruel è considerato il primo a supportare così attivamente i suoi artisti da stabilire con loro un contratto mensile in cui vengono elencate anche delle mostre personali insieme ad un stipendio. Il primo gruppo di artisti che grazie al suo supporto riesce ad emergere è quello della Scuola di Barbizon. Tra il 1830 e il 1870 infatti un gruppo di artisti che considerano realisti si raggruppa in Francia vicino la foresta di Fontainebleau. Il loro scopo in arte è quello di adottare un approccio più naturalistico verso il paesaggio e sono anche i primi a fare delle prove di pittura all’aria aperta e non in studio, anticipando di poco gli artisti impressionisti. 

E l’impressionismo sarà proprio il movimento che verrà promosso al meglio dal Paul Durand Ruel nel corso di tutta la sua carriera. E ciò che è più interessante è il fatto che per anni senza arrendersi mai il gallerista è costretto a promuovere i suoi artisti che non trovano alcun interesse da parte del grande pubblico ma soprattutto della critica inizialmente. Investe moltissimo denaro nelle loro mostre e nell’acquistare le loro opere senza sapere se questo denaro potrà essere mai recuperato. Ma la sua determinazione, la forza dell’innovazione degli artisti impressionisti e soprattutto la promozione a Parigi, Londra e New York attraverso le sue gallerie gli farà riguadagnare i suoi soldi e molto di più. E anche un posto nella storia di oggi. 

La nascita della galleria d’arte. 2 tipologie originarie

Da questo momento in poi cominciano a nascere le prime gallerie basate sulle due tipologie originarie. Da una parte quelle che sono impegnate a scoprire, promuovere e appoggiare gli artisti emergenti. Dall’altra quelle che tendono a vendere solo capolavori di artisti noti senza voler investire per forza in arte nuova. Questo genere di gallerista ovviamente basa il suo investimento su un ritorno sicuro, ma non va dimenticato che sarà di certo un investimento più alto. 

Joseph Duveen

Uno dei galleristi nella storia che rientrano in questa seconda tipologia è Joseph Duveen. nato nel 1869 in Inghilterra decide di espandere fin da subito l’attività della sua famiglia e fonda gallerie a Londra, New York e Parigi. I suoi clienti sono solo uomini e donne ricchi e potenti di tutta Europa e America. Joseph Duveen ottiene il proprio posto nella storia e ovviamente la sua fortuna per una delle sue caratteristiche. Si racconta infatti che abbia la capacità di vendere facilmente opere non solo per una dote innata ma anche perché gioca sulla psicologia dei suoi clienti. Quando uno di loro esprime il desiderio per un’opera lui non gliela vende immediatamente ma fa di tutto per fare crescere questo desiderio raccontando che non riesce a staccarsi lui stesso dall’opera, esaltandone la storia e riuscendo quasi sempre a far alzare il prezzo che il cliente è disposto a pagare. Fra questi ci sono alcuni dei nomi più famosi della storia come JP Morgan il banchiere statunitense o John Davison Rockefeller, il magnate del petrolio. 

Mentre Joseph Duveen sta stabilendo la sua fortuna sulle opere di artisti già affermati nella storia e sta distribuendo nelle case dei ricchi del mondo i suoi capolavori altri due galleristi si muovono nella direzione opposta. 

Ambroise Vollard

Seguendo le orme di Durand – Ruel Ambroise Vollard e Daniel Henry Kahnweiler vendono le opere di alcuni fra quelli che diventeranno i più importanti artisti dell’arte moderna di fine Ottocento e inizio Novecento. Entrambi si distinguono ognuno per una caratteristica precisa. 

Vollard introduce un’altra scelta innovativa nel rapporto artista-gallerista. Decide infatti di acquistare un numero notevole di opere di ognuno degli artisti che rappresenta. In questo modo stabilisce una sorta di monopolio per ciascun artista e rapporti personali con ognuno di loro. Diventa così il più grande promotore di artisti rivoluzionari come Georges Braque, Paul Cézanne, André Derain, Juan Gris, Fernand Léger, e Pablo Picasso. Ovviamente essendo ai tempi ancora artisti non affermati investe molto denaro senza essere certo che ognuno di loro poi gli farà fruttare quanto desidera ma si impegna comunque nella loro promozione e lavora davvero con alcuni dei personaggi più famosi della storia dell’arte moderna. Inoltre istituisce anche un’altra pratica. Per molti di loro fa realizzare dei cataloghi personali che raccontano dei loro lavori e fanno da prime pubblicazioni ufficiali delle opere e delle biografie. 

Daniel Henry Kahnweiler

Per una caratteristica abbastanza simile si distingue anche Daniel Henry Kahnweiler. Conosce il lavoro di Vollard poiché è  tedesco ma naturalizzato francese ed è più giovane del precedente gallerista di circa 20 anni. E soprattutto ne apprezza la bravura dal punto di vista commerciale e la preparazione dal punto di vista culturale. Lui è un storico dell’arte e decide di puntare tutto su questa sua conoscenza della materia. Investe sulla generazione degli artisti emergenti di Parigi, creando per loro un’analisi dell’opera e uno studio dei lavori come nessuno aveva mai fatto fino a quel momento. Per questa ragione si guadagna la stima e l’ammirazione dei suoi clienti e dei colleghi oltre che dei grandi artisti. é così sveglio e preparato che sarà il primo a riconoscere l’importanza nel 1907 de Les Demoiselles D’Avignon di Pablo Picasso e a supportare l’artista nella sua strada verso il cubismo.

Con Ambroise Vollard e Daniel Henry Kahnweiler  si apre il XX secolo nella storia dell’arte e del mercato. La figura del gallerista cambierà ancora nel tempo in linea con il cambiamento della storia ma le caratteristiche di base di questa nuova figura di intermediario nato nel’800 rimarranno per certi versi molto simili alle loro origini. 

parleremo di sicuro in futuro delle gallerie d’arte che hanno fatto la storia del’900 e che continuano a lavorare attivamente per artisti affermati e per gli emergenti, ma nessuno di loro farebbe oggi questo mestiere se non fosse stato per questi primi 6 iniziatori. 

E se questo post ti è piaciuto, ti consiglio inoltre di dare un’occhiata al mio post sulle 5 opere d’arte più pagate al mondo oppure a quello sulla fiera di ARCO Madrid 2020 in cui le gallerie sono protagoniste con i loro artisti.

Grazie e alla prossima!

Copertina: Pablo Picasso, 1910, Ritratto di Daniel-Henry Kahnweiler, oil on canvas, Art Institute of Chicago


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