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Se c’è una artista donna che ha cambiato la storia dell’arte del ‘900 in tutto il mondo questa è Frida Kahlo. Un’artista legata alle tradizioni e alla cultura del suo Paese d’origine, il Messico. Ma che ha fatto dell’arte la sua ossessione. La sua passione e la sua vita raccontano la sua anima inquieta e le sue angosce. Frida soprattutto racconta la realtà che la circonda. Io sono Clelia e oggi scopriamo l’autoritratto più doloroso della storia dell’arte: Senza Speranza di Frida Kahlo.

Gli autoritratti di Frida Kahlo

Non sono moltissimi gli artisti che come Frida sono così ossessionati dalla loro immagine. Più di un terzo dei suoi 150 famosi dipinti sono autoritratti. Alcuni semplici schizzi, altri invece lavori molto più complessi e sorprendenti. Ma molti sono come un racconto personale sul dolore fisico ed emotivo della vita di Frida. Oltre ad essere conosciuta per la sua personalità il volto di Frida è noto per gli autoritratti che realizza fin dai primi anni. Per alcuni sfortunati eventi è costretta a rimanere a letto e dipingere.

Nel 1914 i genitori e il medico di famiglia pensano abbia contratto la poliomielite ma in seguito si scopre che soffre di una deformazione delle vertebre che attacca e danneggia la gamba destra. Non è l’unica tragedia della sua vita che la cambia fisicamente. Mentre è ancora una studentessa nel 1925 è vittima di un incidente stradale su un bus che la costringe a rimanere a letto per moltissimi anni ingessata a causa delle numerose fratture.Decide così di chiedere alla famiglia, per trascorrere il proprio tempo, di avere pennelli e tele e uno specchio e inizia a rappresentare se stessa e il mondo che la circonda con un’attenzione ai dettagli e una forza emotiva che sono riconoscibili in tutti i suoi lavori.

È una donna che soffre fisicamente ma anche interiormente e comincia quindi a esplorare i suoi stati emotivi.

Senza speranza di Frida Kahlo | Descrizione

Senza speranza mostra Frida costretta a dormire in un paesaggio aspro e arido. E sopra di lei solo un’orribile cornucopia, un vero e proprio imbuto con carne, pesce, verdure e un teschio. All’epoca in cui dipinge Senza speranza, la mancanza di appetito ha causato una perdita di peso così grave che Frida deve essere alimentata attraverso un imbuto. 

Ma nel dipinto, l’imbuto è trasformato in un essere mostruoso, così grande che deve essere supportato su una robusta scala di legno – e non è pieno di purea di cibo ma di interi pezzi di carne e di pesce. 

Sul retro dell’opera, Frida lascia una frase che dà il titolo all’opera stessa

Non mi resta la minima speranza … Tutto si muove in sintonia con ciò che contiene la pancia

Frida Kahlo

Frida Kahlo e Diego Rivera | La storia d’amore

Anche se il suo lavoro riceve nel tempo numerosi apprezzamenti, Frida viene oscurata nella vita dal marito, l’artista Diego Rivera. Un uomo enorme con una personalità incredibile. Mentre i dipinti di Frida sono di solito piccoli e intimi, quelli di Rivera sono giganteschi: si specializza infatti in grandi murales per edifici pubblici, una delle tecniche per le quali l’arte messicana del ‘900 è diventata famosa. E Rivera è il più famoso fra tre muralisti. Gli altri due sono Orozco e Siqueiros. Tutti loro sono finanziati dal presidente del Messico che avvia un programma di pittura murale dal 1920 al 1924. Dopo un periodo storico violentemente instabile, i dipinti infatti hanno lo scopo di contribuire a creare un sentimento di identità nazionale tra una popolazione che è ancora in gran parte analfabeta.

Ma Frida in tutto questo viene conosciuta per via dei suoi autoritratti colorati, intensi e spesso strazianti, come Senza Speranza di cui parliamo oggi.

Senza speranza di Frida Kahlo | Dettagli

Il viso di Frida

Nell’opera Frida si gira verso di noi con uno sguardo di dolore, mentre le lacrime le scendono sulle guance. Solo la testa e le spalle vengono fuori dalle lenzuola bianche. Questo aiuta a trasmettere un senso di costrizione e a raccontarci cosa accade davvero nella realtà. In questo periodo infatti Frida è costretta a passare molto tempo sdraiata a letto indossando un corsetto ortopedico che la stringe moltissimo. E In tutta la sua vita subisce più di 30 operazioni. 

Il cibo nell’imbuto

Sopra di lei l’imbuto per essere alimentata è tenuto da una scala gigantesca. Ed è così pieno che non si potrebbe fare altrimenti. Al suo interno c’è un misto quasi nauseabondo di carne, pesce e cavolfiori. Frida prende probabilmente l’idea dell’imbuto come strumento di tortura da un libro della sua biblioteca di famiglia che racconta delle torture dell’Inquisizione spagnola. L’imbuto veniva infatti utilizzato per la tortura dell’acqua.

Il teschio

Ma c’è anche un altro elemento che attira subito l’attenzione. In cima alla pila di cibo c’è un teschio di zucchero con inciso il nome di Frida. 

Se hai visto il film della Disney Coco sai che i teschi hanno un ruolo di primo piano nelle celebrazioni annuali del Giorno dei Morti in Messico: il 2 novembre. Questa festa, che mescola alcuni elementi della cultura degli Aztechi con elementi cristiani è un’occasione in cui i messicani onorano amici e parenti che sono morti. E il teschio diventa quindi  un’allusione alla morte, ma è di zucchero per rappresentare la dolcezza della vita.

Lo sfondo dell’opera

L’intera opera sembra surreale anche per altre ragioni. Frida è sdraiata sul suo letto ma non è nella sua camera da letto. La scena infatti è ambientata in un paesaggio blu che ricorda un deserto di notte. Questa idea di aridità è stata associata alla impossibilità di Frida di poter avere figli. Le ferite subite a 18 anni infatti glielo hanno reso impossibile. E il tema è presente anche in altre opere. Ad esempio, dopo aver subito un traumatico aborto a 25 anni Frida dipinge l’Henry Ford Hospital, in cui è sdraiata in un letto d’ospedale su lenzuola imbevute di sangue.

Il pattern delle lenzuola

Questo tema torna anche nelle lenzuola del letto in cui Frida è avvolta. Si pensa infatti che le forme circolari siano cellule o uova non fertilizzate. Ma possono anche essere collegate ad altri due elementi dell’opera: il sole e la luna.

La lune e il sole

Entrambi sono stati interpretati in modi diversi. Ad esempio, per indicare il fatto che il dolore fisico di Frida non si ferma né di giorno né di notte. Oppure la luna è stata vista come simbolo della figura stessa di Frida fragile e che vive della luce riflessa dal grande sole. E il sole quindi potrebbe essere un’allusione al marito Diego Rivera, un uomo di grande vigore e fama. Frida è molto appassionata di cultura precolombiana messicana e in questa l’adorazione del sole ha un ruolo primario. Il sole quindi appare a volte nei dipinti di Frida come simbolo dell’energia vitale. Ma in questo caso specifico il sole può anche essere un riferimento alle candule arancioni, i fiori diffusi durante la celebrazione del Giorno dei morti in Messico.

La tecnica di pittura di Frida Kahlo

Frida Kahlo è in fin dei conti una autodidatta e i suoi metodi di lavoro e le sue tecniche riflettono le circostanze insolite della sua vita. Inizia a dipingere seriamente mentre si sta riprendendo a casa dall’incidente del 1925. Un suo cavalletto speciale viene fissato al suo letto a baldacchino e viene installato uno specchio sopraelevato. Così può vedersi sdraiata e  fare da propria modella personale senza dover chiedere aiuto a nessun altro. 

Dal punto di vista tecnico, la pennellata nella maggior parte delle sue opere è veloce e delicata. Fin quando non cambia negli ultimi anni quando viene colpita dall’alcolismo e diventa più incisiva e forte. 

Il successo di Frida Kahlo

Frida trascorre gran parte della sua vita a Città del Messico. Qui subisce l’incidente ma inizia anche a dipingere e nel  1929 sposa Diego Rivera. La loro storia d’amore è fatta di alti e bassi. Divorziano nel 1939 a causa dei numerosi tradimenti di Diego, ma si risposano nel 1940. Vivono in due case separate per non influenzare a vicenda il proprio lavoro. Ma soprattutto sono uniti da due passioni: l’arte e la politica. Entrambi infatti sono comunisti militanti. 

Solo intorno al 1980, circa 2 anni dopo la sua morte, Frida supera Diego e comincia a diventare sempre più famosa anche fuori dal Messico diventando l’eroina femminista di oggi. Viene apprezzata non soltanto per la forza e l’originalità delle sue opere ma anche per la capacità di aver creato delle opere che raccontano così intensamente la sua sofferenza e il suo dolore. 

E nel 2007 è organizzata a Città del Messico per il bicentenario della sua nascita la mostra antologica più importante mai organizzata con i suoi lavori. E l’esposizione attira oltre 360.000 visitatori solo in due mesi.

Frida Kahlo curiosità

Se sei arrivato fin qui benvenuto nel #arteclub per tutti gli appassionati d’arte che hanno voglia di scoprire qualcosa in più sull’opera o l’artista del giorno.

La biografia di Frida che viene pubblicata nel 1983 dalla critica americana Hayden Herrera è stata il primo libro importante su di lei scritto in inglese e ha avuto un ruolo fondamentale nello stabilire la reputazione dell’artista. Ma soprattutto ha costituito la base per il film biografico Frida del 2002 con Salma Hayek nel ruolo di Frida Kahlo. 

Ma questo non è l’unico film in cui Frida e la cultura messicana hanno un ruolo fondamentale. Nel 2017 infatti Disney Pixar ha prodotto uno dei suoi migliori film animati degli ultimi anni: Coco. è la storia di un ragazzino musicista Miguel che vuole scoprire le origini della sua famiglia e l’identità del suo bis bis nonno. Così nel Giorno dei Morti riesce a intrufolarsi nell’aldilà e superando mille ostacoli a scoprirne di più. E fra i vari personaggi che incontra c’è anche Frida Kahlo con cui addirittura scambia alcune battute sull’arte. 

La Barbie di Frida Kahlo

E l’immagine di Frida è entrata così tanto nella nostra cultura che oggi la troviamo su ogni tipo di gadget e il suo modo di vestire tradizionale del Messico l’ha resa un’icona di stile. Esiste anche un Barbie Frida, da cui è nato uno scandalo abbastanza famoso. La Mattel che è l’azienda che realizza le Barbie è stata accusata dalla famiglia dell’artista di aver utilizzato l’immagine senza richiederne i diritti. 

La Barbie è stata inserita in una serie sulle donne che hanno ispirato la nostra cultura e che possono essere considerate dei modelli e non è la prima Barbie a tema arte ad essere stata realizzata.  Quello però che la famiglia di Frida contesta è il messaggio che viene lanciato. Il problema infatti non è il fatto che Barbie sia stata nel passato associata ad una forma di cultura superficiale e di massa completamente distante dalle idee politiche e sociali di Frida. Ma la vera questione è nella rappresentazione stereotipata e non veritiera che la Mattel ha realizzato. La famiglia dell’artista propone dei cambiamenti in alcuni dettagli della Barbie che permetterebbero di avere un’immagine più vicina alla realtà e alle foto o gli autoritratti che sono rimaste a noi di Frida.

Senza speranza di Frida Kahlo | Conclusioni

Gli autoritratti del resto come Senza speranza di cui abbiamo parlato oggi  sono dipinti famosi per la rappresentazione del dolore umano e dell’emozione reale che Frida provava e rimangono di sicuro fra i capolavori della storia dell’arte del’900. E se questo post ti è piaciuto ti consiglio inoltre di dare un’occhiata al mio post che ho realizzato un po’ di tempo fa sulla Storia d’amore tra Frida Kahlo e Diego Rivera oppure quello più recente sui 10 film dedicati agli artisti. 

Grazie e alla prossima! 

Copertina: Frida Kahlo, Senza speranza (Without Hope), 1945, 28 cm x 36 cm, olio su tela, Museo Dolores Olmedo, Città del Messico.


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