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FURTI d’arte più famosi della storia? Sono davvero tanti! Il furto di opere d’arte è a prima vista un fenomeno assurdo. I dipinti sono unici. Ne rubi uno famoso e poi chi lo comprerà? Come farai a trasformare il tuo bottino d’arte in denaro? Soprattutto in un mondo come il nostro in cui le informazioni e le notizie si diffondono così velocemente. Eppure i furti di opere d’arte sono sempre stati e continuano ad essere davvero molto diffusi.

 

La Gioconda di Vincenzo Peruggia – FURTI d’arte più famosi della storia

Vincenzo Peruggia è di sicuro il più famoso dei ladri d’arte. Magari il nome non suona subito familiare ma probabilmente la sua storia si. Si tratta infatti dell’uomo che ha rubato la Mona Lisa. Nella notte tra il 20 e il 21 agosto del 1911 essendo l’impiegato di un’azienda assunta dal Louvre per lavorare alle cornici e ai vetri delle opere del museo e conoscendo le sale è riuscito a intrufolarsi in un armadio e a spendere la notte lì senza essere visto. Così il lunedì mattina, giorno di chiusura del museo è sgattaiolato fuori alle 7 con il quadro sotto il cappotto e passando da una porta di servizio. 

E il bello è che tranne per un testimone che lo ha visto gettare il pomello della porta scassinata per uscire, nessuno si è accorto di nulla fino al martedì mattina, quando due artisti, in visita al museo, si sono resi conto della sparizione del quadro e ne hanno denunciato il fatto al direttore e di conseguenza alla polizia. Per diverso tempo il quadro è rimasto nell’appartamento di Peruggia e molte ipotesi sul furto sono state fatte. Per un breve periodo addirittura fra i principali sospetti ci sono stati due nomi noti della storia dell’arte: Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire. Ma i due sono riusciti a dimostrare di essere innocenti e nel frattempo il giallo è stato risolto con l’arresto di Peruggia in Italia. 

Perchè la Monalisa è stata rubata?

Ma perchè il decoratore italiano ormai da anni in Francia aveva deciso di rubare il Leonardo? A detta sua si tratta di patriottismo. In effetti il colpevole è venuto alla luce proprio perché voleva rivendere l’opera a Firenze ed è intervenuto il direttore del museo degli Uffizi. La scusa di Peruggia era che l’Italia, Paese di origine di Leonardo, avrebbe saputo valorizzare la Gioconda molto meglio dei francesi. E qualche italiano gli ha anche creduto, tanto che la sua condanna è passata da 12 a 7 mesi in appello. 

Un furto d’arte quindi tra i più famosi al mondo e che si è concluso con il ritrovamento dell’opera ma che soprattutto ha cambiato l’approccio all’arte e alla sua riproducibilità. Essendo comparsa infatti su tutti i giornali sia nel 1911 quando era stata rubata che nel 1914 una volta ritrovata, la Mona Lisa è diventata l’opera più famosa, apprezzata e fotografata al mondo. 

Il furto dell’Urlo di Munch a Oslo

Oltre la Gioconda molte altre opere importanti e già note nella storia sono state rubate negli anni e uno degli esempi più famosi e che tutti i giornali hanno riportato è l’Urlo di Munch rubato dal Museo di Oslo nel 2004. Anche questa storia è interessante. Rubato nel 2004 per diversi anni la polizia ha avuto sospetti su molti personaggi, alcuni dei quali arrestati e multati per centinaia di migliaia di euro. Perfino una ricompensa in questo caso di circa ducento mila euro è saltata fuori per chiunque fosse a conoscenza di informazioni tanta era l’attenzione mediatica e la voglia del governo norvegese di recuperare l’Urlo e un’altra opera, la Madonna di Munch rubata nella stessa occasione. 

Anche questa una storia a lieto fine, dato che nel 2006 finalmente le due opere sono state recuperate, restaurate e restituite al pubblico. 

Ma si tratta in fin dei conti di un caso? Riflettiamoci bene. Ci sono due variabili che rendono quasi ovvio con delle ottime ricerche da parte della polizia e le agenzie segrete il lieto fine di questa storia. La prima è semplice: un’opera nota in un periodo in cui le informazioni viaggiano veloci è quasi impossibile da rivendere sul mercato nero. 

La seconda forse può sembrare più complessa da notare ma poi diventa altrettanto chiara: le autorità e il museo erano disposte a pagare chiunque avesse informazioni. Al contrario di molte altre situazioni infatti per le opere si è disposti a scendere a patti con i terroristi. è semplice: le grandi opere d’arte nei musei sono coperte da assicurazioni che sono tenute a pagarne talvolta l’intero valore. Con opere da 10 milioni pagarne meno di un decimo per avere informazioni o pagarne il riscatto ovviamente sembra quasi nulla, nonostante la cifra stratosferica. Questo però permette nei casi più fortunati di recuperare l’opera. 

Perchè rubare un’opera d’arte?

Perché quindi rubare un’opera d’arte? Esiste un mito nel pensiero comune. Il furto su commissione. Si pensa infatti comunemente che il furto di un’opera d’arte sia richiesto da un grande ricco collezionista per aumentare il valore della propria collezione. E sicuramente alcune serie tv ce lo hanno fatto credere. Però poi non sono così tante le storie reali che lo dimostrano. Molti collezionisti tra l’altro sono consapevoli che l’acquisto di un’opera d’arte, lecito o illecito che sia, potrebbe con il tempo a distanza di decenni trasformarsi in una nuova vendita e data la quasi impossibilità di vendere un’opera così famosa sul mercato anche a distanza di tempo l’acquisizione sarebbe in un certo senso a fondo perduto.

Lucas Cranach e gli altri furti dello scrittore francese

Nonostante però non esistano questi ricchi collezionisti esistono a volte degli eccentrici ladri. La storia racconta di uno scrittore francese arrestato nel 2003 dopo aver rubato grandi capolavori in oltre 100 musei del mondo, senza essere inizialmente scoperto. Questa volta però niente lieto fine, nonostante l’arresto. Si dice infatti che una volta scoperto pur di non far ritrovare il suo bottino, lo scrittore abbia nascosto tutto nell’appartamento della madre. La mamma però per eliminare le prove dei furti ha letteralmente bruciato e fatto a pezzettini molti molti capolavori. Il più famoso di questi era un dipinto di Lucas Cranach, ormai andato perduto. Il trucchetto dello scrittore per ingannare la sicurezza dei musei comunque era abbastanza semplice. Innanzitutto aveva una complice: la sua fidanzata e poi sceglieva tatticamente le sue vittime tele di piccole dimensioni facili da tagliare e nascondere sotto le giacche. Un vero colpo da maestro! 

Isabella Stewart Gardner Museum – FURTI d’arte più famosi della storia

Come questa purtroppo ci sono altre storie per nulla finite bene! Come quella del furto nel 1990 di 13 pezzi della collezione Isabella Stewart Gardner a Boston. Fra queste 13 opere c’è anche la più costosa al mondo fra quelle rubate e mai recuperate: Il Concerto a 3 di Vermeer. Come è risaputo al mondo sono solo una trentina le opere attribuite all’artista e rubarne una di queste ovviamente fa la differenza nella storia. Il bottino totale del furto delle 13 opere secondo l’FBI ammonta a circa 500 milioni di dollari. E la ricompensa in questo caso offerta dal museo privato della collezionista è anche fra le più alte al mondo. Nonostante questo purtroppo nessuno dei capolavori, rubati all’alba del 18 marzo del 1990 dal museo è mai stato recuperato. 

Il furto del Rembrandt e le dimensioni dell’opera

Un’altra delle motivazioni dietro il furto di opere d’arte e di quadri in particolare è facilmente intuibile ma forse non così ovvia. Si tratta del rapporto valore portabilità. Facciamo finta infatti per 30 secondi di essere noi dei ladri. E anche di avere la possibilità di scegliere tra 5 milioni di dollari in contanti e 5 milioni di dollari su tela 29 x 24 cm quasi quanto un foglio A4. Cosa sceglieremo? Probabilmente il foglio a4 e non saremmo gli unici. Si racconta infatti che un capolavoro di Rembrandt Il ritratto di Jacob di Gehin III esattamente di queste dimensioni sia stato rubato ben 4 volte da diversi musei e istituzioni proprio per questa ragione. Ogni volta il quadro è stato ritrovato poco dopo il furto. Una volta attaccato al retro di una bicicletta, un’altra volta su una panchina e oggi si trova proprio qui a Londra alla Dulwich Gallery.

Oltre il rapporto valore – portabilità dell’opera un’altra considerazione da fare è sulla sicurezza. Spesso i furti d’arte infatti avvengono in musei piccoli e non di grandi dimensioni. I ladri preferiscono rubare opere dal valore economico inferiore ma che si possono prendere e vendere con più facilità. E dal punto di vista curatoriale e della sicurezza dei nostri musei questa è un’osservazione da non trascurare. 

Ritratto di signora di Gustav Klimt – FURTI d’arte più famosi della storia

La storia del Rembrandt restituito o ritrovato in luoghi assurdi comunque non è la sola famosa. Una delle notizie che ha più fatto scandalo l’anno scorso è quella del Ritratto di Signora di Klimt ritrovato nel muro della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza. Era su tutti i giornali e le nostre televisioni sia per la bellezza dell’opera che naturalmente per il suo valore. Stiamo parlando infatti di un’opera da 60 milioni di euro ritrovata in un muro. A quanto pare uno dei giardinieri della villa galleria ripulendo per bene uno dei muri ha trovato un comparto in metallo all’interno del quale nella plastica era avvolto il dipinto.

Il fatto che si trovasse ancora nel museo non è in realtà una sorpresa al 100%. Già al momento della sua scomparsa 23 anni prima infatti si pensava che il furto fosse avvenuto dall’interno da parte di qualcuno che conosceva bene la struttura. Un ritrovamento eccezionale in ogni caso considerando che il quadro è uno dei soli 3 Klimt che si possono vedere in tutta Italia. 

Il furto della Natività con i Santi di Caravaggio

E l’Italia e la mia città in particolare Palermo  è protagonista negli anni ‘60 di un altro furto purtroppo non ancora risolto. Quello della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi rubato nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo. Il valore di quest’opera è inestimabile e si pensa che si aggiri dal punto vista economico intorno ai 20 milioni di euro. Ma la cosa più interessante per noi oggi è che fa parte delle 10 opere più ricercate al mondo da parte dell’FBI. Non tutti infatti sanno che esistono dei veri e propri database internazionali che raccolgono le informazioni sulle opere rubate.

I database internazionali delle opere d’arte rubate

Quando un avvenimento come questo accade la prima cosa che viene fatta è riportare il furto alle autorità del Paese che poi comunicano quanto accaduto all’agenzia nazionali. I database ufficiali con le opere rubate sono un’ottima fonte di informazione per evitare che le opere trafugate che non sono finite in prima pagina sui giornali vengano comprate inavvertitamente da collezionisti che non ne conoscono la provenienza o messe in asta ufficialmente. Il lavoro dei corpi speciali ad esempio dei carabinieri in Italia ma anche di molti altri gruppi in altri Paesi è fondamentale per il recupero e la salvaguardia delle opere, ma soprattutto per la loro identificazione come falsi o originali a distanza di anni.

Il furto di Rain girl di Banksy – FURTI d’arte più famosi della storia

Alcune storie di furti quindi non vengono mai risolte, altre finiscono bene quasi subito, altre invece dopo decenni e infine alcune muoiono proprio sul nascere. Come nel caso del muro di Banksy Rain Girl nel 2014. A New Orleans un gruppo di residenti del quartiere in cui si trova l’opera si sono insospettiti vedendo due uomini armeggiare sul dipinto cercando addirittura di staccare uno strato di muro dalla parete. I vicini di casa dell’opera hanno quindi chiesto spiegazioni dettagliate sullo spostamento.

Perchè stava avvenendo? Chi lo aveva autorizzato? dove era previsto che venisse spostato? Ci tenevo all’opera! I due uomini intenti a rubare avevano preparato la loro copertura: stavano spostando l’opera da lì per un’importante mostra a Londra. Peccato che rubare un’opera da un muro non sia semplice e immediato come una tela di Rembrandt grande quanto unA 4. All’arrivo della polizia chiamata da uno dei residenti della zona, i due si sono dovuti arrendere e il furto è stato sventato ancora prima di avvenire. 

Il furto al Van Gogh Museum di Amsterdam

E non si tratta dell’unico furto andato storto. Un’altro vale la pena raccontarlo. Il furto più strano della storia dei musei quello avvenuto nell’aprile del 1991 al Van Gogh Museum di Amsterdam. In 45 minuti due ladri intrufolati nel museo erano stati in grado di prendere ben 20 opere dell’artista. Peccato però che dopo altri 35 minuti dalla fuga tutte e 20 le opere siano state trovate abbandonate in un parcheggio di macchine di fronte alla stazione più vicina al museo.

Una storia assurda, senza senso inizialmente. Uno dei furti più importanti della storia, finito ancora prima di iniziare. Eppure una spiegazione la polizia è riuscita a trovarla. I due uomini scappati in macchina stavano aspettando una seconda macchina per fare il cambio e non essere sospettati. Ma la copertura sembra non essere mai arrivata, e quindi nella fretta dovendo scegliere meglio abbandonare il bottino che essere presi con le mani nel sacco. E infatti nessuno è mai stato arrestato. 

 

Da appassionata d’arte ovviamente mi augurerei che questi furti non esistano neanche però non posso negare che averli scoperti uno per uno in occasione di questo post è stato davvero davvero interessante. E se questa storia ti è piaciuta dai un’occhiata al canale YouTube per non perdere i prossimi video post legati ad arte, viaggi e mercato. Ti consiglio inoltre di dare un’occhiata alla mia serie sulle opere d’arte che hanno fatto la storia come ad esempio il Puntinismo di Seurat.

Grazie e alla prossima! 


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