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Gli elementi di un’opera d’arte. Quali sono?!? Quante volte ci capita di attraversare le sale di un museo e di venire catturati da un’opera in particolare. Un’opera che ci attrae come un magnete, che ci cattura per la forma, il colore o il materiale con cui è stata realizzata. Ogni opera d’arte è unica, ma come capita con la musica e le note anche le opere visive hanno degli elementi ricorrenti che le compongono. E oggi scopriamo i 7 elementi di un’opera d’arte. 

Gli elementi di un’opera d’arte. Quanti sono? 7

Ogni artista trova il suo modo personale di esprimersi, di raccontarci la sua storia e di coinvolgerci nei suoi lavori. Alcuni artisti dipingono quadri, altri li tagliano, alcuni li trasformano in oggetti tridimensionali. Alcuni artisti poi preferiscono dare una forma perfetta alla materia, oppure utilizzare gli oggetti intorno a loro. Infine, alcuni realizzano opere di grandi dimensioni, mentre altri decino di realizzarne di minuscole. 

Però mentre è più comune conoscere la regola dei terzi in fotografia o dare per scontato che tutta la musica che amiamo nasce fondamentalmente da 7 note, non e altrettanto risaputo quali sono gli elementi di un’opera d’arte e come individuarli. Conoscerli non cambierà il nostro gusto né l’intenzione iniziale dell’artista ma potrebbe farci scoprire un po’ di più la sua storia e sul perché siamo stati catturati dai suoi lavori. 

1. Il colore

Il primo elemento è il più immediato da comprendere è il colore. Il colore è in realtà prodotto quando la luce rimbalza su un oggetto e arriva poi al nostro occhio, non esiste in natura. Tutti gli oggetti intorno a noi hanno nel nostro cervello un determinato colore e noi stessi naturalmente associamo loro uno stato d’animo. Ci sono moltissime teorie che si sono sviluppate nei secoli, fra cui ad esempio quelle di Goethe dell’800 o di Kandinsky nel ‘900. 

Ma secondo la principale teoria dei colori giallo, rosso e blu sono abbastanza famosi, li chiamiamo primari. Mescolandoli, si ottengono i tre colori secondari verde, arancio e viola e da lì a seguire i terziari. Detto questo quello che a noi interessa capire è come poi il nostro cervello associa il colore allo stato d’animo. E tutto questo si base sulla nostra cultura. Il sole è giallo ed è simbolo in occidente di energia, di  luce e quindi a sua volta positività. Il fuoco è rosso ma anche caldo e ci fa pensare alla rabbia. Il blu è il colore del mare e del cielo, quindi ci dovrebbe dare un senso di pace e serenità. Non si tratta di sensazioni che devono essere per forza universali, ma spesso lo sono perché dipendono in parte appunto dalla cultura.

Gli elementi di un’opera d’arte | Esempi di colore

Un artista realista come Courbet in pieno ‘800 ci fa sempre vedere un cielo blu e un prato verde. Lui è alla ricerca della verità della scienza e della realtà dei fatti quindi deve rappresentare il mondo con i colori che tutti conosciamo per avvicinarsi al suo scopo. E fin qui tutto ok. Se non fosse che poi arrivano artisti come Van Gogh o Gauguin o  Munch. Per loro il colore e la sua intensità non devono essere per forza come nella realtà, ma devono lanciare un proprio messaggio. 

2. Il valore del colore

Per questa ragione il secondo elemento è strettamente legato al primo e si tratta del valore del colore. Cioè il livello di luminosità o oscurità in un colore. Le opere degli impressionisti ad esempio utilizzano un gamma molto ampia di intensità degli stessi colori per dare l’illusione della luce. E per poter modificare questa intensità, il colore si mescola o con il bianco o con il nero. Nel primo caso parliamo di tinta, nel secondo caso di sfumatura.

3. La linea

Il prossimo elemento è assolutamente astratto ma lo cerchiamo sempre nella realtà. Si tratta della linea. Scientificamente la linea è l’unione di due punti. In generale le linee in un’opera possono essere orizzontali, verticali, diagonali. Oppure possono essere curve, spesse o sottili. Ognuna viene utilizzata per uno scopo preciso:

  • disegnare la forma di un oggetto
  • suggerire un movimento
  • condurre l’occhio dello spettatore in una certa direzione
  • suggerire un’emozione.

Alcune di queste linee saranno precise e riconoscibili, altre invece verranno create attraverso campi di colore. In ogni caso ci aiuteranno a identificare i componenti di un’immagine e quindi a capirne la struttura o la forma. 

4. La struttura

E struttura e forma sono appunto il quarto e il quinto elemento. Potrebbero sembrare a prima vista la stessa cosa, ma non è così. 

Iniziamo dalla struttura. Questa la troviamo in qualsiasi opera d’arte bidimensionale quindi nei dipinti ad olio, negli acquerelli, nelle tempere ma non ad esempio in scultura. La struttura di un’opera in questo contesto si ottiene infatti dall’unione di larghezza e lunghezza, ma non profondità.

La struttura di un’opera sia figurativa che astratta si basa quasi sempre sulla geometria degli elementi e sulla loro unione. Questa struttura può essere geometrica grazie all’uso di quadrato, rombo, cerchio o rettangolo. Oppure può essere creata con la rappresentazione di forme organiche: una foglia, una nuvola e via dicendo.

Alcune regole geometriche quindi vengono applicate dai grandi artisti per realizzare le loro opere. Sono certa che conoscerete la più famosa di queste: la sezione aurea. Usata sia in pittura da Leonardo ad esempio che in architettura dai greci. La struttura però può non seguire una formula matematica esatta ed essere comunque accattivante come nelle opere di Van Gogh. 

5. La forma

Adesso parliamo di forma, che si applica come concetto a tutte le opere tridimensionali. Una forma infatti ha larghezza, lunghezza e profondità. Questi tre elementi combinati insieme permettono all’artista di creare un’opera che ci dia l’idea dello spessore e a volte dell’ombra. Esistono due forme principali di forma in scultura: quella a tutto tondo e il rilievo. A tutto tondo vuol dire che materialmente possiamo andare intorno all’opera, ne vediamo ogni sua parte, le giriamo intorno. Nel rilievo invece, sia alto che basso, la scultura è tridimensionale ma rimane attaccata alla parete che le fa da fondo. 

Ovviamente un’installazione di arte contemporanea è spesso un’opera tridimensionale, che può essere vista a tutto tondo o addirittura attraversata o vissuta. Questo concetto quindi nel ‘900 si è evoluto e continua ancora a cambiare. 

Infine, ovviamente l’idea di tridimensionalità tipica della scultura può essere in maniera astratta essere applicata alla pittura quando viene data l’illusione della prospettiva in un’opera.  

6. Lo spazio

Il sesto elemento di un’opera d’arte da conoscere è per me il più interessante di tutti e quello che determina nell’arte contemporanea più di tutti la stessa opera. Si tratta dello spazio. Lo spazio è letteralmente il luogo in cui l’opera avviene. sembra una definizione folle ma non lo è, capiamola insieme. Lo spazio è un’area bidimensionale o tridimensionale all’interno della quale si trovano tutti gli altri elementi. 

Gli elementi di un’opera d’arte. Spazio negativo e spazio positivo

Ci sono due tipologie di spazio: spazio negativo e spazio positivo. Quello negativo è quello che rimane fra gli oggetti. Spazio positivo è quello occupato dagli oggetti. è la cosa più geniale di tutto questo è che si applica a una natura morta di Cézanne o Morandi, tanto quanto a una scultura di Michelangelo oppure a un’installazione di arte povera. 

Infine, alcuni artisti creano lo spazio o per meglio dire l’illusione dello spazio attraverso varie tecniche. Si possono usare le ombre, le sovrapposizioni, la differenza di dimensione, la posizione su piani, il colore o la prospettiva. 

Lo spazio costruito o reale rimane comunque l’elemento sempre presente in ogni opera e come dicevo prima più interessante perché ci permette di capire il rapporto tra l’artista e il mondo che lo circonda. Può essere uno spazio deformato dalle linee come in Munch, uno spazio creato dai tagli come in Fontana o infine uno spazio studiato alla perfezione come in Masaccio. Ogni artista lo utilizza come desidera e per lanciare un diverso messaggio.

7. La texture

Siamo arrivati all’ultimo degli elementi dell’opera. Spesso vi sarà capitato di leggere la didascalia di un lavoro mentre siete in galleria, in fiera o in un museo. In ogni caso il 99% delle volte troviamo titolo, autore, anno e materiali con cui l’opera è stata realizzata. E la caratteristica di questi materiali è il nostro settimo elemento: la texture

Gli elementi di un’opera d’arte. Consistenza reale e implicita

Per texture intendiamo la sensazione che abbiamo del materiale quando lo guardiamo o se lo toccassimo. Per esempio una scultura in marmo ha una texture diversa da un’opera fatta di pelliccia. E in questo caso è semplice comprendere il rapporto tra la sensazione al tatto e il materiale. Si parla infatti di consistenza reale. un altro esempio è l’utilizzo della carta nelle opere per dare una sensazione di fragilità del lavoro stesso. 

Poi esiste anche la Consistenza implicita. Questa è meno intuitiva, ma semplicissima. Si tratta dell’idea soprattutto nei dipinti e nelle opere bidimensionali di una texture. Due esempi per capirci al volo: i tessuti e la pelle della modella nella Grande odalisca di Ingres oppure la pelliccia del leprotto di Durer o infine  la buccia della pannocchia nell’Estate di Arcimboldo. Ci danno tutti la sensazione di quell’elemento attraverso la riproduzione della sua texture dalla natura.

Gli elementi di un’opera d’arte. Conclusioni

Spero che questa breve introduzione ai 7 elementi di un’opera d’arte sia stata interessante!! Questo è solo uno dei modi in cui possiamo approcciarsi ad un’opera quando entriamo in contatto con l’arte e va di sicuro associato alla conoscenza della storia dell’artista e del contesto storico. Magari in futuro vi racconterò come affronto io un giro in mostra quando non conosco un artista o un movimento e lo scopro per la prima volta, quali domande mi pongo e come mi diverto a indovinare certi messaggi o ad affrontare certi temi. 

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