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Attraversando le sale dell’ala Sainsbury’s della National Gallery qui a Londra sono sempre stata attirata da alcune opere in particolare. Probabilmente perché molte sono italiane e forse perché diverse raccontano di storie che conosco fin da bambina e fanno parte della nostra cultura. Tra queste c’è una pala d’altare del Quattrocento dai colori quasi perfetti. Io sono Clelia e oggi scopriamo il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca del 1450. 

 

Quest’opera di oggi è ricca di contraddizioni che la rendono proprio per questo così interessante. Si respira un’aria solenne, quella di un momento importante, ma al tempo stesso leggera grazie ai colori chiari e delicati. Ma, si nota subito la geometria quasi perfetta della composizione, ma al tempo stesso si viene positivamente spiazzati da alcuni dettagli meno rigidi. E, si tratta dell’equilibrio perfetto tra scienza e poesia.

E questa è proprio una delle caratteristiche dell’artista che l’ha realizzata. Piero della Francesca infatti è un artista profondamente riflessivo che lavora lentamente e in maniera razionale e scientifica. Il suo amore per l’ordine, chiamiamolo così, è accompagnato da una bravura e attenzione incredibili anche per il colore e per la luce. E proprio per questo le sue opere non sembrano solo degli studi di spazio e prospettiva, ma trasmettono invece delle emozioni sincere. La bellezza della natura per lui è infatti importante tanto quanto la geometria delle forme. 

 

Il tema dell’opera

Il tema dell’opera è un episodio molto famoso della storia cristiana: Il Battesimo di Cristo. Si tratta di un tema davvero diffuso da sempre nell’arte cristiana e molti aspetti della pittura di Piero della Francesca possono essere paragonati ad altre opere di artisti italiani di questo periodo o leggermente precedenti o successivi. Nessuno di loro però secondo me se la gioca con Piero nel creare una scena così monumentale, ma delicata al tempo stesso. E nessuno di loro ha dato all’evento questa ambientazione così fuori dal tempo ma riconoscibile. 

Nei racconti biblici, infatti Gesù viene battezzato da suo cugino Giovanni nel fiume Giordano. In questo caso però Piero della Francesca colloca la scena sulle colline che ha visto intorno alla città in cui è nato. E in effetti il paese che si intravede tra Gesù e l’albero ha una forte somiglianza con Sansepolcro.

 

Cristo, protagonista dell’opera

Nei dipinti rinascimentali, poi Cristo è solitamente raffigurato con un aspetto ultraterreno, per sottolineare appunto la sua natura divina. Piero della Francesca invece gli dà un aspetto comune. Il tipo di figura umana che tutti noi potremmo incontrare e che lui stesso avrebbe potuto vedere lavorare nelle campagne intorno a Sansepolcro. Non è particolarmente bello: ha le orecchie molto grandi, le labbra abbastanza spesse, i capelli lunghi e un po’ trasandati. Ma non è per via del suo aspetto fisico che ne possiamo riconoscere la santità, quello importa poco. Lo sguardo infatti, con questa espressione pensierosa e profonda ci fa capire immediatamente anche la profondità del suo pensiero. 

Ed è lui il protagonista dell’opera sotto tutti i punti di vista, anche quello della composizione. Si trova infatti al centro esatto e la divide in due. Una linea immaginaria parte dalla colomba, passa poi dall’acqua che sta cadendo sulla sua fronte, fino alle mani che pregano. Ma la mossa geniale per evitare che il nostro occhio sia infastidito da questa divisione è il fatto che Piero dà una leggera sensazione di movimento al corpo di Cristo, grazie alla torsione, quindi a questa modifica dell’asse centrale all’altezza del busto. E così Gesù sta in piedi in modo naturale e convincente.

Dettagli de Il BATTESIMO di Cristo [ANALISI]

La colomba

Sopra di lui si trova una colomba. Nulla di particolarmente originale perché la Bibbia racconta che nel momento in cui Gesù viene battezzato scende su di lui lo Spirito Santo in forma di colomba. E questa è una delle caratteristiche di molte rappresentazione del Battesimo e forse anche uno dei modi più semplici per riconoscere l’episodio. Anche se la colomba viene utilizzata da sempre come simbolo di pace, innocenza e dello Spirito Santo anche in altri episodi come quello della Annunciazione. E quello che colpisce di più in questo caso è la bravura di Piero della Francesca nel rappresentarla di fronte, aiutando così l’idea di prospettiva. E il suo scendere dal cielo viene suggerito anche dalla forma delle nuove intorno a lei.

San Giovanni Battista

Alla destra di Gesù troviamo un altro personaggio, San Giovanni Battista che è co-protagonista di quest’opera. Giovanni è parente di Gesù, come vi dicevo cugino. Ma soprattutto è considerato il precursore o araldo di Cristo. E il battesimo è proprio quel momento che segna l’inizio della vita pubblica di Gesù, quindi è naturale che sia accompagnato da una figura come quella di Giovanni. Nell’arte, il Battista è spesso raffigurato come una specie di “uomo selvaggio”. Sicuramente è un asceta, un uomo che vive una vita molto austera quindi dura rigorosa nel deserto e che indossa pelli di animali. In questo caso Piero della Francesca però lo raffigura come un uomo abbastanza curato ma soprattutto calmo e consapevole di quello che sta succedendo e dell’importanza di questo momento. 

Gli altri personaggi

Ma osserviamo anche gli altri personaggi che ci raccontano l’episodio. Nella scena sembra che Gesù abbia soltanto i piedi bagnati in un ruscello e non si sia completamente immerso nel Giordano che è invece un fiume consistente e ricco d’acqua. Secondo i racconti biblici, l’evento ha avuto luogo durante un battesimo generale del popolo e effettivamente i personaggi alle spalle di Giovanni Battista qui ce la fanno anche pensare. Alle sue spalle sulla destra c’è un uomo che si sta spogliando come se fosse pronto a ricevere a breve anche lui il Battesimo e dietro di lui una folla di persone che è come se stesse andando via quasi ad evento finito.

 

Gli angeli

Infine, i dipinti del Battesimo di Cristo spesso includono due o tre angeli in piedi di lato. A volte tengono le vesti di Cristo. E a volte invece vengono inseriti  in modo più ornamentale o per bilanciare la composizione. In quest’opera gli angeli sono secondo me tra i più realistici e personali mai visti. Infatti, come la figura di Gesù, anche loro sembrano basati sull’osservazione di persone reali piuttosto che sull’idea convenzionale dell’angelo come essere celeste. Sembrano chiacchierare e commentare tra di loro quello che sta accadendo e che li coinvolge e li distrae quasi. Fantastico il fatto che uno si appoggia sulla spalla dell’altro con un gesto spontaneo, casuale e che potremmo fare tutti noi quando stiamo chiacchierando con un gruppo di amici. Tuttavia, nonostante questo loro modo di presentarsi, non sminuiscono per nulla l’atmosfera solenne dell’opera, al contrario la bilanciano.

La composizione de Il BATTESIMO di Cristo ANALISI

E il bilanciamento della composizione è proprio una delle caratteristiche principali di questo lavoro. Piero come vi dicevo è anche un matematico oltre che un artista e i suoi dipinti sono spesso dei veri e propri studi di geometrica. Il dipinto in questo caso ha una parte superiore rotonda, mentre la base è costituita da un quadrato. Il che trasforma il tutto in un quadrato sormontato da un cerchio.  Più ovviamente un triangolo il cui vertice è formato dalle mani di Gesù. In questo modo, anche la parte più dinamica della composizione quella in cui Giovanni si muove in avanti e Gesù sposta il busto è comunque all’interno di un ordine geometrico.

La tecnica de Il BATTESIMO di Cristo ANALISI

Dal punto di vista della tecnica, invece, l’opera viene realizzata con la tecnica più diffusa fino ad allora la tempera, in questo caso su tavola. Però questi sono anche gli anni in cui comincia ad essere introdotto l’uso della pittura ad olio. La differenza in generale è legata alla sostanza con cui i pigmenti di colori vengono mescolati. Nel caso della tempera è l’uovo, nel caso dell’olio è l’olio. La tempera può far produrre dei risultati belli e durevoli, ma è difficile da padroneggiare e richiede molta pazienza. I colori non possono essere facilmente miscelati, mentre con gli oli è più facile mescolarli. A volte, i dipinti in questo periodo di transizione vengono iniziati con la tempera e finiti con gli oli. Ma non è il caso di quest’opera.

Se sei arrivato fin qui benvenuto nel #arteclub per tutti gli appassionati d’arte che hanno voglia di scoprire qualcosa in più sull’opera o l’artista del giorno.

La storia de Il BATTESIMO di Cristo

Per molte opere realizzate da artisti italiani, ad esempio la Gioconda, i nostri cuori si accendono quando si entra nel dibattito su come e perché si trovano all’estero. Quindi vi racconto come mai questa pala d’altare è arrivata da Borgo Sansepolcro nel 1450 fino a Londra. 

Nulla è registrato sulla commissione di questo quadro, ma ci sono prove storiche e di archivio che indicano che potrebbe essere stato dipinto come pala d’altare per una cappella dedicata a San Giovanni Battista (una delle due figure principali del dipinto) per un’abbazia di Sansepolcro in Toscana. 

Quando l’abbazia viene chiusa nel 1808, il dipinto viene trasferito nella cattedrale di Sansepolcro, che lo vende nel 1859. Questo perchè Piero della Francesca in pieno Ottocento è ancora considerato una figura minore nell’arte rinascimentale italiana. Al contrario di quanto accade adesso, per cui non solo è riconosciuto come grande artista, ma come uno dei più importanti della nostra storia dell’arte. 

Comunque rimane solo per due anni nelle mani del compratore che nel 1861 la rivende alla National Gallery di Londra. Questo perché il direttore dell’epoca (Sir Charles Lock Eastlake) è colui che dobbiamo ringraziare per la riscoperta dei lavori e dei testi teorici di Piero della Francesca. Nonostante tutto non ci sono indizi per aiutare con la datazione esatta del dipinto. E la data 1450 è dovuta al fatto che si pensa sia stata realizzata agli inizi della carriera di Piero, per via dei colori luminosi. 

 

Conclusioni

E se questo post in cui abbiamo scoperto qualcosa in più sull’opera di uno dei grandi artisti del Quattrocento italiano ti è piaciuto ti suggerisco inoltre di dare un’occhiata al mio video sulla Venere di Botticelli o al post sui Coniugi Arnolfini conservato sempre alla National Gallery.

Grazie e alla prossima! 


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