Galleria d'arte di Bratislava

No. No. No… questo non è un museo! La Galleria d’arte di Bratislava, la seconda per dimensioni dell’intera Slovacchia è un mezzo fiasco. La collezione è divisa su due sedi, due edifici storici entrambi in centro città.

 

Per comodità ho iniziato il mio percorso dalla sede del Mirbach Palace, e probabilmente è stata una fortuna poiché essendo la più interessante delle due mi ha spinto ad andare anche al Pàlffy Palace, che merita meno.

 

Purtroppo l’ingresso è un po’ difficoltoso per via della lingua: molto gentili le signore della biglietteria, ma per riuscire a richiedere la mia tipologia di biglietto ridotto neanche i gesti sono stati d’aiuto.

 

Il Mirbach Palace, una architettura rococò ancora ben conservata, sorge sulle rovine di una precedente costruzione in legno, probabilmente una chiesa, presente già dal XVI secolo. Di proprietà di diversi conti e marchesi dalla sua nuova fondazione settecentesca, il palazzo è divenuto della città di Bratislava nel 1948, per poi essere dedicato a Galleria d’arte nel 1975.

 

Consiste di due piani: al pian terreno uno spazio espositivo per mostre temporanee e al piano superiore, invece, la collezione permanente. Molto affascinante il gabinetto delle stampe creato dalla selezione di un nucleo dei 9600 lavori della collezione cittadina e che comprende diverse vedute della città, ma anche scene di incoronazione dei re e delle regine d’Ungheria che hanno avuto luogo a Bratislava tra il 1563 e il 1830.

Inoltre, vi sono conservati una serie di stampe e disegni che vedono come soggetto ritratti, scene bibliche, mitologiche o militari. Il percorso procede tra numerosi dipinti del Sei –  Settecento, tra cui spicca più di altri un ritratto della Regina d’Austria Maria Carolina, in questa veste davvero somigliante alla sorella minore: la regina di Francia Maria Antonietta. Non nego che se non avessi guardato la didascalia dell’opera perchè incuriosita dalla presenza di un ritratto di Maria Antonietta in una collezione di un Paese dell’est, forse non avrei mai scoperto che si trattava della sorella, la regina nota per aver inventato la Zuppa inglese.

 

Concluso il breve giro del Mirbach Palace, nel tardo pomeriggio dopo la visita alla Nedbalka Gallery e con gli occhi pieni d’arte slovacca del 900, ho avuto l’idea di fare un salto al Pàlffy Palace, seconda sede della Galleria d’arte di Bratislava.

 

Il palazzo di per sé narra la storia della città e delle popolazioni che l’hanno dominata, vi sono conservate infatti alcune evidenze storiche della civiltà Celtica, ma anche testimonianze architettoniche romane e poi del periodo medievale, passando per il gotico e facendo un salto fino al XIX secolo.

In realtà l’ingresso è buio, il piano sotterraneo ricorda una scena da film horror e l’illuminazione o la salvaguardia delle opere a giusta temperatura sono del tutto inesistenti.  

 

Superata la collezione di opere del XX secolo al piano terra e salendo al piano superiore arriva un barlume di speranza con un lavoro di arte contemporanea che, anche se fuori contesto, in realtà regala un attimo di divertimento e interazione con il luogo: l’opera è Passage di Matej Kren del 2004.

 

Arrivando in cima, all’ultimo piano troverete lo spazio espositivo per le mostre temporanee. Concentrato, ma molto interessante. Anche questo uno dei pochi punti di forza. Quando sono andata l’ultima volta, nell’aprile 2017, era in corso la mostra Plan di Andrea Fogarasi, che mi ha dato la possibilità di scoprire un artista contemporaneo austriaco che non conoscevo e i cui lavori mi hanno affascinato molto.

 

Il mio giudizio, quindi, non è positivo. Penso anche, però, che ogni occasione sia persa se non sfruttata e che l’impressione che può dare la visita a una mostra o ad un museo sia sempre molto personale e legata a filo diretto al momento in cui si visita lo spazio e al rapporto che si costruisce con le opere. Quindi, se avete tempo ed energie andate e fatemi sapere, spero di sbagliarmi e che con il tempo questa struttura possa davvero migliorare e valorizzare al meglio sia la collezione che i due palazzi

Tre cose da non perdere:

  • Il gabinetto delle stampe del Mirbach Palace: davvero piacevole e ricca di nomi noti che è sempre bello riscoprire sotto la veste di incisori o disegnatori. Giusto per fare qualche nome troverete Pietro da Cortona, Van Dyck, Rubens, Angelica Kauffman e molti altri.

 

  • Passage di Matej Kren del 2004 al Palffy Palace.

 

  • Putrefactio est omnium rerum mater di Ladislav Carny del 1995 sempre al Palffy Palace.

Tre cose che avrei voluto perdere:

  • Biglietteria e personale di sala: punto debole l’impossibilità di comunicare per chiedere qualsiasi informazione, nonostante i sorrisi e gli sforzi.

 

  • Illuminazione: in entrambi gli spazi non è adeguata ed è di certo fuori da qualsiasi standard.

 

  • Distribuzione della collezione: non mi sembra ci sia un percorso studiato da un museologo. Si passa dal sotterraneo con testimonianze celtiche e opere del XX secolo, poi si salta al XVIII, poi si torna al XIV e in mezzo al percorso ci sono opere di arte contemporanea. Se fosse un percorso tematico e ben descritto allora ne condividerei pienamente le scelte, così è solo un magazzino di opere con didascalia.

 

Galleria d'arte di Bratislava

Frantiskànske nàmestie 11, 815 35 Bratislava, Slovakia

Panskà 19, 815 35

Mar - Dom 10 - 18 Chiuso il Lunedì

Intero 4 €
Ridotto 2 €

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