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Archivio d’artista. Come nasce

Se sei arrivato qui ti starai chiedendo: Cosa è un archivio d’artista esattamente?!?

Capita spesso a chi si occupa di arte, e di arte contemporanea in particolare, di leggere su riviste specializzate o sul web di artisti che scompaiono. Questi lasciano ai propri eredi un patrimonio inestimabile di opere e documenti.

Nelle peggiori situazioni non vi è nessuno interessato a valorizzare il patrimonio. Le opere vengono vendute in asta o in galleria a prezzi ribassati. E i contenziosi proseguono per anni. Inoltre, dei documenti di cui non si sa cosa farne, ci si libera velocemente.

Nelle migliori situazioni: nasce l’Archivio d’artista.

Archivio d’artista. Definizione e impegno

L’esigenza da parte di alcuni artisti di sistematizzare il proprio patrimonio di documenti e conoscenze è legata all’istinto di conservare e sistematizzare un sapere. Questa sistemazione può avvenire durante la loro attività oppure alla scomparsa del Maestro grazie a suoi eredi.

Ma la cosa più importante è che questa necessità di sistematizzazione produce uno strumento che può essere condiviso: l’Archivio.

Nella maggior parte dei casi si cerca di congelare, fermare il tempo e raccogliere quanto più materiale possibile. Il fine è la ricostruzione del percorso artistico, per fornirne la giusta chiave di lettura.

Il primo passo è la creazione di una catalogo delle opere. Questo può essere cartaceo o informatizzato. Vi sono artisti che fin dagli esordi fotografano o realizzano degli schizzi delle proprie opere. Alcuni ne indicando non solo il titolo, ma anche i dati tecnici completi o parziali. Dimensioni, materiali, tecnica di realizzazione, anno e un eventuale numero di catalogo.

Vi sono invece artisti, che non si occupano affatto della conservazione di tutte queste informazioni, concentrati sulle loro creazioni, strumento di espressione.

Archivio d’artista. Cosa è esattamente

L’archivio consiste quindi in un database di opere, in cui sono presenti immagini, descrizioni tecniche e informazioni su esposizioni e bibliografia.

L’ideale sarebbe che la raccolta di tutti questi dati avvenga nel corso della stessa attività dell’artista al fine di pubblicare il catalogo generale.

Uno dei compiti fondamentali dell’archivio è quello di raccogliere tutti i documenti inerenti l’attività e la vita dell’artista. Il fine è farlo divenire strumento di ricerca per studiosi, critici e curatori. Oltre alla costruzione di un catalogo generale e alla difesa delle opere dell’artista da illeciti e contraffazioni, molto importante è anche l’emissione dellautentica.

Archivio d’artista. La veste giuridica

La veste giuridica di ogni archivio è discrezionale. Vi sono archivi costituiti in seno a Fondazioni, Associazioni o Comitati o archivi privati costituiti come società o privi di specifica forma giuridica.

In ogni caso un Archivio può richiedere e ottenere il riconoscimento a livello nazionale dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali. Per farlo è necessario che vi siano conservati documenti anteriori agli ultimi 70 anni. Ma anche che avvenga il riconoscimento da parte del Soprintendente archivistico locale, per conto del Ministero dei beni e delle attività culturali, dell’importanza storica come testimonianza avente valore di civiltà

Archivio d’artista. Luogo di conservazione della memoria

Diversi Archivi divengono oggi luogo di studio e di memoria. Memoria del singolo ma allo stesso tempo della collettività attraverso la raccolta di scritti critico teorici, articoli di rassegna stampa, cataloghi e inviti, materiali audio-visivi, fotografie e corrispondenza.

Tutto ciò che può essere raccolto, conservato e catalogato diviene oggetto di studio per la ricostruzione di una storia, di una vita e di un’epoca.

Alcuni esempi italiani di Archivi d’artista

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